Acuità visiva, decimi e diottrie

E’ giusto fare chiarezza su alcuni concetti per comprendere cosa vuol dire “non vedere bene”:

L’acuità visiva (visus o acutezza visiva) rappresenta l’unità di misura di  quanto si vede, ossia con quale livello di definizione l’occhio è in grado di vedere i più fini particolari di un oggetto che sta fissando.

La misura dell’acuità visiva viene comunemente impiegata come stima dell’efficienza visiva in diversi contesti:

  1. contesto quotidiano:  leggere, scrivere, cucire,…
  2. contesto medico-diagnostico
  3. contesto medico-legale: concorsi, patenti, brevetti,…

Il decimo è l’unità di misura che in Italia viene utilizzata per valutare l’acuità visivaCon i decimi si indicano il numero di righe dell’ottotipo (la tabella utilizzata per la sua misurazione)  che si è in grado di leggere ad una distanza fissa da esso.

Convenzionalmente, un occhio normale vede dieci decimi anche se si può arrivare a leggere oltre.

In ottica la diottria è l’unità di misura del potere rifrattivo di una lente da anteporre all’occhio per permettergli di sfruttare al meglio la sua capacità visiva. Si dice che una lente ha il potere di una diottria quando essa ha il fuoco a un metro di distanza.

Quindi, per semplificare possiamo dire che con i decimi si fa riferimento alla capacità visiva di un soggetto, con le diottrie si indica la correzione necessaria affinché un soggetto raggiunga la miglior capacità visiva possibile.

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