Ocriplasmina (Jetrea, Alcon) approvata per il trattamento delle trazioni vitreo maculari

Il Comitato per i farmaci per uso umano (Committee for Medicinal Products for Human Use, CHMP) dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha recentemente approvato (03.2013) l’ocriplasmina (Jetrea, Alcon), una forma ricombinante di proteina umana (plasmina), per trattamento della trazione vitreomaculare (VMT) anche quando associata a fori maculari di diametro pari o inferiore a 400 micron.

A ottobre 2012 Ocriplasmina è stato approvato negli Stati Uniti per il trattamento di pazienti con adesione vitreomaculare sintomatica (VMA).

La sicurezza e l’efficacia di una singola dose di Ocriplasmina sono state valutate in due studi clinici di fase III. Entrambi gli studi, i cui risultati sono stati pubblicati sul New England Journal of medicine (Stalmans P. et al.;  N Engl J Med 2012;367:606–615), hanno dimostrato come l’ocriplasmina sia in grado di risolvere la trazione maculare determinando la chiusura dei fori.  Al termine del 28° giorno, il 26,5% dei pazienti trattati con Ocriplasmina ha raggiunto la risoluzione della VMT e fori maculari (rispetto al 10,1% con il placebo [P<0.001]); tra questi, il 72% lo ha fatto entro sette giorni. Gli eventi avversi oculari più comuni (>2%), quali miodesospie, fotopsie, emorragia congiuntivale, dolore oculare da iniezione, vista annebbiata, diminuzione dell’acuità visiva ed edema retinico, sono stati transitori e di lieve gravità.

La VMT è una condizione progressiva legata all’età che, se non trattata, può causare distorsione delle immagini, riduzione dell’acuità visiva e perdita della visione centrale. Si stima che in Europa 250.000-300.000 pazienti soffrano di questa patologia.

La separazione del vitreo dalla macula avviene naturalmente nel corso del processo d’invecchiamento ed è comune tra le persone che hanno superato i 50 anni. Se il distacco non è completo, il vitreo può esercitare una trazione sulla macula che, nel tempo, può determinare la formazione di un foro maculare.

In considerazione del fatto che allo stato attuale le prospettive di trattamento erano limitate alla semplice osservazione o all’intervento chirurgico, l’ocriplasmina sembra finalmente offrire a questi pazienti una possibilità terapeutica precoce, efficace e meno invasiva.

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