Il sistema BRAILLE

La problematica dell’istruzione ed educazione dei non-vedenti, sorta nel XIX secolo, diede vita ad una ricerca riguardante le tecniche didattiche e metodologiche e la determinazione di mezzi che permettessero al cieco di accedere in modo concreto ed ampio alla cultura.

Valentin Haüy tentò per primo di avvicinare il bambino cieco alla scrittura e alla lettura, attraverso un sistema di ingrandimento a rilievo delle lettere in corsivo ed una loro semplificazione. La lettura non era abbastanza rapida e fluida da permettere una sicura comprensione del testo. Successivamente la linea continua che costituisce il carattere in rilievo fu sostituita (Kleinn-Ballù) da una linea punteggiata in modo da permettere al non-vedente di scrivere oltre che leggere, ma permanevano grandi difficoltà e grossi dispendi di tempo ed energia (cento volte più della scrittura normale).

Quindi restava una scarsa possibilità di accesso all’acquisizione di conoscenze culturali e quindi un analfabetismo strumentale, un’impossibilità ideativa e creativa per la persona.

Luis Braille (1809-1852) diede una risposta a questi problemi ideando un metodo nuovo di lettura e scrittura: egli costituì un codice di segni strutturati in modo da produrre le lettere dell’alfabeto, i segni musicali, matematici, permettendo l’accesso alle varie forme di linguaggio culturale e scientifico.

La forma sfruttata è quella di un rettangolo, di 6 millimetri di altezza per 3 di larghezza, nel quale vengono collocati sei punti, disposti in tre file da due punti ciascuno.  Con la composizione dei punti si ottengono sessantaquattro segni. È necessario un solo atto motorio per la percezione e la comprensione della struttura che è prevalentemente geometrica. Inoltre, anche se le lettere sono distaccate l’una dall’altra nel formare la parola, lo spazio rispetta i tempi di movimento del dito e quindi rende possibile una lettura rapida e intelligente della parola nel suo insieme (un terzo rispetto alla lettura normale).

Si apre perciò la possibilità di un’istruzione e conoscenza culturale a qualsiasi livello, che comprende anche lo sviluppo della espressività e creatività.

Il Braille a 6 punti non è il solo sistema di scrittura esistente: troviamo anche il Braille a 8 punti, in realtà non molto utilizzato nella produzione di testi, tuttavia spesso associato all’uso del computer in quanto rende più pratica ed efficiente la lettura con il display Braille. Infatti, la nascita del Braille a 8 punti è sorta proprio dalla necessità di codificare i diversi caratteri rappresentabili sullo schermo del computer: ciò ha comportato l’estensione del sistema  tradizionale a cui si sono aggiunti due punti. Ne è derivata la riproduzione di tutti i caratteri ricorrendo ad una singola cella:  aggiungendo ai sei punti base il punto 7 e il punto 8, si possono  ottenere 256 combinazioni diverse, pari al numero dei caratteri di una delle codifiche informatiche più diffuse, ovverosia il codice ASCII3 .

Il Braille a 8 punti, proprio per il numero maggiore di configurazioni  ottenute dalle varie combinazioni, rende parzialmente più agevole la  lettura della matematica, in quanto consente di produrre un testo relativamente più compatto, meno ingombrante.

Per le sue caratteristiche, la scrittura Braille richiede molto più  spazio della scrittura in nero, fatto che ha comportato l’introduzione,  in alcune lingue, di un codice alternativo, o meglio, modificato, detto braille di grado 2 o Braille contratto, in cui, tipicamente, viene  utilizzato un singolo segno Braille per rappresentare singole parole o particolari gruppi di lettere (ad esempio, in inglese, si ricorre ad un carattere contratto per la rappresentazione del morfema funzionale –ing). In Italia questo tipo di codice esiste, ma non viene utilizzato a differenza di paesi anglosassoni e francofoni in cui la maggior parte dei testi è scritta in Braille contratto.

Vari  sono gli strumenti di scrittura Braille che, ovviamente, si sono modificati nel tempo, consentendo una maggiore velocità, nonché precisione. Si passa da  tavoletta e punteruolo alla dattilobraille nonché alle moderne e sofisticate stampanti Braille.

Oggi il Braille è l’unico sistema di scrittura e lettura per ciechi diffuso in tutto il mondo, nel 1949 l’Unesco si è incaricata di diffonderlo in tutto il mondo  costituendo un  comitato apposito con il compito di adattarlo a tutte le lingue. Sono infatti ben 800 attualmente i dialetti e le lingue che utilizzano il metodo Braille per la comunicazione tra i non vedenti.

Anche in Cina è stato adottato facendo corrispondere i segni Braille non agli ideogrammi, ma ai suoni da essi rappresentati.

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