Miopia, genetica e non solo!

La miopia è un difetto refrattivo molto diffuso. Si stima che nel 2050 sarà miope circa la metà della popolazione mondiale (Holden BA et al. Ophthalmology Vol 123, Number 5 May 2016).

A causa della miopia si vede sfocato da lontano mentre  la visione da vicino generalmente è conservata. Quanto maggiore è il difetto visivo, tanto minore è la distanza alla quale si vede bene. E’ caratterizzata dal fatto che il bulbo oculare è più lungo e quindi i raggi luminosi che provengono dagli oggetti distanti vengono messi a fuoco davanti alla retina e poi divergono: sulla superficie retinica si forma un’immagine sfocata.

In genere la miopia insorge in età scolare e aumenta nel periodo dello sviluppo. tende a stabilizzarsi intorno ai 20-25 anni, aumentando solo lievemente dopo quell’età (se non sono presenti particolari patologie che la fanno peggiorare rapidamente).

Recentemente è stato pubblicato su Nature Genetics un lavoro che ha coinvolto oltre 160mila partecipanti e che ha permesso di individuare più di 160 geni che riguardano i meccanismi che controllano la fisiologia e la morfologia oculare a molti livelli: si va della trasmissione dei segnali retinici per arrivare alla formazione dei nuovi vasi, passando per la morfologia del bulbo oculare (che nei miopi è più lungo della norma). I ricercatori olandesi ipotizzano che chi non resta esposto adeguatamente alla luce (naturale) può correre maggiori rischi di sviluppare la miopia.

Oltre alla causa genetica, prevalente, negli ultimi anni, si è scoperta anche una correlazione più stretta tra miopia e stile di vita (Ku PW et al.  Ophthalmology, 2018 Jun 19): maggiore è il tempo trascorso in ambiente chiuso e facendo attività da vicino maggiore è il rischio di sviluppare la miopia. 

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