Archivio dell'autore: Dott. Fabrizio Scotti

Aumentano i diabetici

Il diabete è una malattia cronica che è importante diagnosticare tempestivamente e che può causare gravi danni a vari organi, primi fra tutti cuore, rene, occhi e arti inferiori.

A livello mondiale si è passati, tra i maggiorenni, dal 4,7% di diabetici nel 1980 all’8,5% nel 2014 (OMS).

QUASI RADDOPPIATI I DIABETICI IN 30 ANNI IN ITALIA.

Valori più elevati della media si evidenziano in Calabria, Basilicata, Sicilia, Campania, Puglia, Abruzzo e Lazio, mentre quelli più bassi spettano alle province autonome di Trento e Bolzano e della Liguria.

IL 22% DEI DIABETICI SOFFRE DI RETINOPATIA, che può causare cecità.

Retinopatia diabetica

È fondamentale quindi mantenere un adeguato controllo glicometabolico ed effettuare visite oculistiche periodiche.

Fonte: Italian Diabetes & Obesity Barometer Report, realizzato da IBDO Foundation e dall’Università di Roma Tor Vergata

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MACULOPATIA: DECALOGO DI PREVENZIONE

emorragia sottoretinica per degenerazione maculare essudativa

Degenerazione maculare essudativa

 

 

 

 

 

 

La degenerazione maculare legata all’età è una patologia che colpisce la parte centrale della retina, chiamata appunto macula, con conseguente graduale grave riduzione della capacità visiva.  Nella sua forma iniziale, la malattia spesso si presenta senza sintomi, ed è per questo indispensabile la sua diagnosi precoce.

L’affezione colpisce il 18-20 per cento della popolazione anziana ed è la prima causa di ipovisione nel mondo occidentale.

PER APPROFONDIRE leggi anche qui

 

DECALOGO

1) Vai dall’oculista con frequenza per fare un esame del fondo oculare e un OCT soprattutto dopo i 50 anni

OCT normale

 

 

 

DMS

2) Se hai una persona affetta da maculopatia in famiglia fai visite oculistiche annuali dopo i 50 anni

3) Non fumare o smetti di fumare e non bere alcolici

4) Proteggi gli occhi dal sole con occhiali contro i raggi ultravioletti

5) mangia tanta frutta e verdura fresca r proteine magre (pesce) oltre a cereali integrali. Riduci i grassi animali

6) Svolgi attività fisica con regolarità

7) Mantieni la pressione arteriosa sotto controllo e nei limiti consigliati dal tuo medico curante

8) Tieni il peso sotto controllo ed evita l’obesità

9) Prenditi pause dal lavoroa l monitor del pc, dallo smartphone e da altri dispositivi digitali

10) Controlla periodicamente la tua funzione visiva con un semplice test che consiste nel guardare come sono i quadratini di un foglio quadrettato: se riscontri distorsioni dei quadratini vai a fare una visita oculistica con sollecitudine.

Monitorare lo stato di salute dei propri occhi è fondamentale per scongiurare una diagnosi tardiva e oggi farlo è semplicissimo con le nuove avanzate tecnologie come l’OCT, un esame che consente diagnosi sofisticate e precise in tempo reale

Miopia, genetica e non solo!

La miopia è un difetto refrattivo molto diffuso. Si stima che nel 2050 sarà miope circa la metà della popolazione mondiale (Holden BA et al. Ophthalmology Vol 123, Number 5 May 2016).

A causa della miopia si vede sfocato da lontano mentre  la visione da vicino generalmente è conservata. Quanto maggiore è il difetto visivo, tanto minore è la distanza alla quale si vede bene. E’ caratterizzata dal fatto che il bulbo oculare è più lungo e quindi i raggi luminosi che provengono dagli oggetti distanti vengono messi a fuoco davanti alla retina e poi divergono: sulla superficie retinica si forma un’immagine sfocata.

In genere la miopia insorge in età scolare e aumenta nel periodo dello sviluppo. tende a stabilizzarsi intorno ai 20-25 anni, aumentando solo lievemente dopo quell’età (se non sono presenti particolari patologie che la fanno peggiorare rapidamente).

Recentemente è stato pubblicato su Nature Genetics un lavoro che ha coinvolto oltre 160mila partecipanti e che ha permesso di individuare più di 160 geni che riguardano i meccanismi che controllano la fisiologia e la morfologia oculare a molti livelli: si va della trasmissione dei segnali retinici per arrivare alla formazione dei nuovi vasi, passando per la morfologia del bulbo oculare (che nei miopi è più lungo della norma). I ricercatori olandesi ipotizzano che chi non resta esposto adeguatamente alla luce (naturale) può correre maggiori rischi di sviluppare la miopia.

Oltre alla causa genetica, prevalente, negli ultimi anni, si è scoperta anche una correlazione più stretta tra miopia e stile di vita (Ku PW et al.  Ophthalmology, 2018 Jun 19): maggiore è il tempo trascorso in ambiente chiuso e facendo attività da vicino maggiore è il rischio di sviluppare la miopia. 

OCCHIO al mare e alla piscina

L’occhio è un organo molto complesso e delicato e deve essere sempre protetto.

In primo luogo al mare o in piscina è fondamentale utilizzare gli occhiali da sole con filtri a norma di legge in modo da limitare l’azione dannosa dei raggi ultravioletti (UVA e UVB), soprattutto se si va in barca a vela o kitesurf/windsurf.

E’ buona norma utilizzare sempre gli occhialini protettivi da piscina o cercare di tenere gli occhi chiusi quando ci si immerge. Inoltre è importante fare una doccia di acqua dolce risciacquando bene il viso e gli occhi.

Spesso il bruciore e l’irritazione sono momentanee e tendono a scomparire nel giro di poche ore ma si possono alleviare i sintomi utilizzando dei colliri a base di acido ialuronico ed aminoacidi (le lacrime artificiali) che lubrificano e nutrono la superficie oculare.

Se il disturbo dovesse persistere e’ importante consultare l’oculista per una adeguata terapia.

NON strofinate gli occhi quando entra della sabbia ma sciacquarli immediatamente con acqua dolce (NON di mare!!).

LE LENTI A CONTATTO VANNO TOLTE PRIMA DI OGNI IMMERSIONE

Il loro uso è altamente sconsigliato non solo al mare ma anche in piscina, nei laghi e nei fiumi (comprese acque termali)

L’acqua salata può alterare la curvatura della lente a contatto con conseguente riduzione dell’ossigenazione della cornea e tollerabilità della stessa. Il cloro, a sua volta, potrebbe essere assorbito dalla lente a contatto ed essere tossico per la cornea con conseguenti alterazioni dell’epitelio corneale. In entrambi i casi queste situazioni di irritazione e sofferenza congiuntivale e corneale potrebbero aprire la strada a contaminazioni batteriche, virali e fungine.

PERMESSI INPS

I permessi per assistere un familiare in stato di disabilità possono essere fruiti anche di domenica e anche durante turni di notte: l’INPS pubblica delle precisazioni in merito

L’articolo 33 della legge n. 104/1992  prevede che i lavoratori che prestano assistenza a familiari con disabilità sia garantita la possibilità di assentarsi dal lavoro per tre giorni al mese, godendo di permessi retribuiti, che possono anche essere fruiti ad ore.
Si tratta di una misura che intende alleggerire il carico familiare di assistenza, da non confondersi con i permessi per il lavoratore disabile.

L’INPS ha recentemente pubblicato un messaggio che riporta alcuni chiarimenti in merito alla loro fruizione.
Nel suo messaggio l’INPS ha chiarito che i tre giorni di congedo mensili possono essere fruiti anche di domenica e di notte, se rientranti in turni di lavoro. Va inoltre conteggiato un solo giorno di permesso se il turno è notturno e la prestazione si svolge a cavallo di due giorni. Ricapitoliamo per punti, quindi, come regolarsi in caso di lavoro  a turni o domenicale, per poter usufruire dei permessi  ai sensi dell’articolo 33, comma 3, della legge 104.

CHI HA DIRITTO AI PERMESSI – Ricordiamo innanzitutto che i permessi retribuiti per assistere un familiare in condizione di disabilità spettano a:
– genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità;
– coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto (art. 1, commi 36 e 37, legge 76/2016), parenti o affini entro il 2° grado di familiari disabili in situazione di gravità.
– Possono goderne, infine, parenti e affini di terzo grado solo se i genitori o il coniuge o la parte dell’unione civile o il convivente della persona con disabilità grave abbiano compiuto 65 anni oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o deceduti o mancanti (L. 183/2010).

COSA SI INTENDE PER LAVORO A TURNI  – L’INPS precisa che per “lavoro a turni” si intendeogni forma di organizzazione dell’orario di lavoro diversa dal normale “lavoro giornaliero”, in cui l’orario operativo dell’azienda può andare a coprire l’intero arco delle 24 ore e la totalità dei giorni settimanali.
Tale modalità organizzativa, pertanto, può comprendere anche il lavoro notturno e quello prestato in giorni festivi (compresa la domenica).
Il riferimento è l’articolo 1 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, che definisce il lavoro a turni come “qualsiasi metodo di organizzazione del lavoro anche a squadre in base al quale dei lavoratori siano successivamente occupati negli stessi posti di lavoro, secondo un determinato ritmo, compreso il ritmo rotativo, che può essere di tipo continuo (impianti operativi che procedono per tutta la giornata e 7 giorni su 7) o discontinuo (impianti che non procedono 24 ore su 24), e il quale comporti la necessità per i lavoratori di compiere un lavoro a ore differenti su un periodo determinato di giorni o di settimane”.

I PERMESSI IN GIORNO FESTIVO – Ricordando che l’articolo 33, comma 3, della legge n. 104/1992 prevede la fruizione dei permessi mensili retribuiti “a giornata”, indipendentemente, cioè, dall’articolazione della prestazione lavorativa nell’arco delle 24 ore o della settimana e dal numero di ore che il dipendente avrebbe dovuto concretamente effettuare nel giorno di interesse, l’INPS specifica che il beneficio in argomento può essere fruito anche in corrispondenza di un turno di lavoro da effettuare nella giornata di domenica.

I PERMESSI IN ORARIO NOTTURNO – Lo stesso principio si applica anche al lavoro notturno: anche se si svolge a cavallo di due giorni solari, la prestazione è riferita ad un solo turno di lavoro in cui si articola l’organizzazione.
Questo significa che il permesso fruito in corrispondenza turno di lavoro va considerato pari ad un solo giorno di permesso anche nel caso in cui si articoli a cavallo di due giorni solari.

LA FORMULA PER IL CALCOLO DELLE ORE FRAZIONATE – Solo se si fruisce dei giorni di permesso frazionandoli ad ore va calcolato il riproporzionamento orario. In tale caso, per determinare a quante ore mensili si ha diritto, si deve applicare la formula indicata nel messaggio n. 16866 del 28/6/2007, ovvero: orario di lavoro medio settimanale/numero medio dei giorni (o turni) lavorativi settimanali x 3 = ore mensili fruibili.

 

 

Fonte: http://www.retinaitalia.org

Nerve Growth Factor per Cheratite neurotrofica

La cheratite neurotrofica è una malattia degenerativa rara ma devastante  risultante dalla perdita della sensibilità corneale fornita dal nervo trigemino. L’innervazione trigeminale corneale fornisce anche i neuromediatori e il supporto trofico necessari al mantenimento dell’integrità della cornea. La perdita della sensibilità corneale è associata quindi a danni epiteliali progressivi, tra i quali assottigliamento della cornea, ulcerazione, necrosi e perforazione nei casi più gravi.
La Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha approvato cenegermin per la cheratite neurotrofica, il primo farmaco indicato per il trattamento di questa malattia rara che colpisce la cornea. Oxervate (cenegermin), gocce oculari è un trattamento topico biotecnologico a base del nerve growth factor in versione ricombinante.
Cenegermin è approvato anche dall’EMA per il trattamento della cheratite neurotrofica moderata o grave.

FIREWORKS and EYE INJURED

Experts say more than 90 percent of eye injuries can be prevented by simply taking a few precautions and wearing safety glasses

An estimated 11,100 fireworks-related injuries (and four non-occupational deaths) were treated in U.S. hospital emergency rooms in 2016, with about 7,600 of them during a one-month study period of June 18 to July 18, according to the U.S. Consumer Product Safety Commission (CPSC).

About 700 of the injuries during that month were eye injuries.

The CPSC’s “2016 Fireworks Annual Report” also included these findings for the one-month period surrounding the 2016 July 4th holiday:

  • Males sustained 61 percent of fireworks-related injuries; females accounted for 39 percent.
  • An estimated 31 percent of the injuries occurred in children younger than age 15, and 39 percent occurred in kids age 15 to 19.
  • The 700 eye injuries were caused mostly by sparklers, bottle rockets and multiple-tube devices. The eye injuries were mostly contusions, lacerations and foreign bodies, but about 200 incidents involved burns as well.
  • For children under 5 years old, sparklers accounted for half of the total number of injuries, but novelty and multiple-tube device injuries were also significant.
  • The parts of the body most often injured by fireworks were: hands and fingers (33 percent); head, face and ears (28 percent); legs (18 percent); trunk/other (12 percent); eyes (9 percent); and arms (8 percent). About 69 percent of all the injuries were burns.

The American Academy of Ophthalmology offers these safety tips for preventing eye injuries from fireworks:

  • Never let children play with fireworks.
  • View fireworks from at least 500 feet away.
  • Only trained professionals should light fireworks.

Don’t touch any unexploded fireworks remains. Instead, notify the fire or police department.

What to do for a fireworks eye injury

If an eye injury from fireworks occurs, remember:

  • Seek medical attention immediately.
  • Do not rub your eyes.
  • Do not rinse your eyes.
  • Do not apply pressure.
  • Do not remove any objects that are stuck in the eye.
  • Do not apply ointments or take any blood-thinning pain medications such as aspirin or ibuprofen.