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Occhio ai fuochi di artificio

 

La maggior parte dei traumi oculari sono evitabili.

Prestare particolare attenzione durante i festeggiamenti, soprattutto quando si stappa una bottiglia (spumante, champagne vino frizzante,…) oppure quando si usano i fuochi d’artificio. E’ dimostrato infatti che mani, piedi e occhi sono le parti cel corpo più colpite, a volte con conseguenze irreparabili e altamente invalidanti.

Ecco alcuni consigli per evitare che una giornata di festa diventi un evento catastrofico:

  • NON far usare i fuochi d’artificio ai bambini, anche le stelline e comunque sempre sotto la supervisione di un adulto
  • NON puntare mai verso altre persone bottiglie e i fuochi di artificio
  • comprare solo fuochi d’artificio autorizzati
  • Utile mettersi occhiali o una mascherina protettiva
  • è assolutamente sconsigliabile recuperare petardi rimasti inesplosi, che potrebbero deflagrare inaspettatamente.
  • assicurarsi che la bottiglia sia ben fredda e non a temperatura ambiente
  • non agitare mai la bottiglia prima dell’uso
  • aprire la bottiglia con la massima cautela, tenendo sempre il tappo ben pressato con la mano (meglio se coperto da un panno)

IN CASO DI DANNO GRAVE recarsi rapidamente al pronto soccorso o chiamare un’ambulanza contattando il 112 (numero unico per le emergenze) o direttamente il 118.

In generale:

  1. non strofinare gli occhi
  2. non sciacquare gli occhi
  3. non fare pressione .
  4. non rimuovere oggetti bloccati negli occhi
  5. non applicare pomate o farmaci antidolorifici cone aspirina  e ibuprofene che potrebbero aumentare il sanguinamento

 

Fonte: American Academy of Ophthalmology

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Fireworks Eye Safety

By AAO

PINK EYE TIPS

 

 

Sindrome dell’occhio secco: LA LUCE PULSATA

Il Dry Eye é una patologia che colpisce dal 5 al 15% della popolazione con sintomi che peggiorano con l’avanzare dell’etá.

L’utilizzo dei tablet, dei telefonini e delle lenti a contatto, le luci artificiali, l’inquinamento atmosferico contribuiscono ad aumentare il fastidio provocato da questa disfunzione del film lacrimale che, solitamente, é dovuta o ad una lacrimazione insufficiente o ad una eccessiva evaporazione con conseguente infiammazione oculare cronica caratterizzata da iperemia, bruciore, atrofia degli orifici delle Ghiandole con infezioni ricorrenti, blefaritemeibomiteorzaiolicalazi e, nei casi piú gravi, con piccole ulcerazioni dell’epitelio corneale.

Le opzioni terapeutiche tradizionali consistono:

  • igiene palpebrale con impacchi caldo umidi e massaggi del bordo palpebrale
  • colliri lubrificanti
  • cortisonici/antibiotici
  • ciclosporina
  • fermenti lattici
  • integratori

Una delle terapie piú innovative e risolutive consiste nella nuovissima IRPL (Intense Regulated Pulsed Light) detta anche tecnologia a LUCE PULSATA (IPL) che  stimola le ghiandole del Meibomio a riprendere il loro normale funzionamento.

 

Il TRATTAMENTO é semplice, indolore e la seduta dura pochi minuti. Il paziente si accomoda su di un lettino con la testa sollevata di 30 gradi. Una mascherina di metallo viene appoggiata sugli occhi per protezione e del GEL viene spalmato sulle palpebre. Una serie di 4 o 5 Flash vengono applicati intorno alla palpebra inferiore, in sequenza, dal canto interno (parte vicino al naso) al canto esterno (parte vicino alla tempia). Lo stesso procedimento viene seguito anche per l’altro occhio.

La stimolazione permette alle Ghiandole del Meibomio di riprendere la propria normale funzione giá dopo 2 ore dal trattamento. Il successo completo della terapia, peró, si ha solo se si esegue il protocollo completo che consiste in 3-4 sedute intervallate in questo modo:

  1. Giorno 0
  2. Giorno 15
  3. Giorno 45
  4. Giorno 75 (opzionale)

 

Leggi anche IOVS

CATARATTA PSEUDOESFOLIATIVA

La cataratta insorge con l’avanzare dell’età e consiste nella progressiva opacizzazione del cristallino, che è la lente naturale dell’occhio. 

I sintomi più comuni della cataratta sono:

  • visione annebbiata o sfuocata
  • problemi visivi con le luci, per esempio i fari delle macchine che ci vengono incontro, o i lampioni di strada, o aloni attorno alle lampadine o al sole.
  • alterata visione dei colori
  • visione doppia
  • necessità di cambiare frequentemente la prescrizione degli occhiali.

Quali sono i diversi tipi di cataratta?

  • Cataratta senile
  • Cataratta congenita
  • Cataratta secondaria ad altri problemi, come il diabete o che necessitano di terapie prolungate con cortisone.
  • Cataratta traumatica

L’intervento chirurgico è l’unico trattamento efficace.

 

SINDROME PSEUDO ESFOLIATIVA (PEX)

La sindrome Pseudo Esfoliativa o PEX è una malattia sistemica, correlata all’età, caratterizzata dalla produzione di materiale fibrillare, di origine sconosciuta, depositato nella matrice extracellulare di vari tessuti ed organi (occhio, cuore, polmoni, fegato, reni, meningi e cute).

 

A livello dell’occhio questa sindrome è caratterizzata dalla deposizione di materiale pseudoefoliativo simil amiloide sulla capsula anteriore del cristallino, sul corpo ciliare, sulla zonula, sul margine pupillare dell’iride, sull’endotelio corneale, sul vitreo anteriore e sul trabecolato dell’angolo irido-corneale.

Immagine da Quantitative measurement of pseudoexfoliation in the anterior segment of the eye performed in visible light (Koprowski R et al.)

La PEX è un fattore di rischio per il glaucoma ed è correlata ad un aumentata incidenza di cataratta.

La sindrome pseudo esfoliativa (PEX) è un reperto spesso occasionale all’esame clinico del paziente, a causa dello scarso corredo sintomatologico. Esaminando la capsula anteriore del cristallino in midriasi, si possono distinguere tre zone:

  1. un disco centrale, di aspetto omogeneo, delimitato dalla presenza di materiale PEX di aspetto bianco-grigiastro, disposto in modo circolare
  2. una zona intermedia, di aspetto rugoso, nella quale talvolta si apprezzano delle strie radiali; questa zona potrebbe essere il risultato dello sfregamento meccanico del margine pupillare sulla capsula anteriore
  3. una zona periferica, di aspetto granulare in periferia e di colore bianco centralmente, altra sede di deposito di questo materiale.

L’aspetto più caratteristico è proprio quello del bordo anteriore della zona più periferica, che si presenta irregolare e “arricciato”, come se la capsula stessa tendesse a sbucciarsi.

Il materiale PEX si può riscontrare anche sul bordo pupillare, dove assume un aspetto furfuraceo, e sulla superficie anteriore dell’iride. Quest’ultima, inoltre, va trans illuminata per individuare segni di atrofia, che si manifesta sottoforma di difetti intrastromali radiali sulla sua porzione sfinterica.

A questo proposito, è noto che l’iride di individui affetti da questa sindrome è caratterizzato da una scarsa midriasi, anche dopo l’instillazione dei colliri.

PEX e INTERVENTO DI CATARATTA

I pazienti con PEX che si sottopongono ad intervento di cataratta, hanno un rischio maggiore di complicanze, intra e post operatorie; Le principali sono:

  • possibilità sublussazione o lussazione della IOL
  • Scompenso corneale postoperatorio
  • Flogosi postoperatoria: Si può quindi osservare con maggiore frequenza nell’immediato postoperatorio Tyndall, fibrina in camera anteriore e formazione di sinechie posteriori.
  • Sacrsa midriasi, secondaria ad infiltrazione dello stroma iride con matrice extracellulare eccessiva che causa una meccanica ostruzione durante la midriasi

Prima dell’intervento è importante determinare se esiste una debolezza/dialisi della zonula e del cristallino.

Fattori di rischio associati all’instabilità della zonula  sono: l’età, la profondità della camera anteriore (< 2.5 mm centralmente), la densità della cataratta, la dimensione della pupilla, lo stato della pressione oculare/glaucoma, atrofia pupillare, e la presenza di pigmento nell’angolo iridocorneale.

Interessante è notare che il grado di PEX non sembra essere correlato al grado di lassità zonulare.

E’ importante affidarsi ad un chirurgo esperto per un’attenta pianificazione preparatoria e garantire un intervento efficace e sicuro.

Inoltre è necessario un adeguato follow up Inoltre, è necessario un adeguato follow-up dei pazienti dopo l’intervento chirurgico per valutare la funzionalità delle cellule endoteliali, per monitorare il glaucoma e la fimosi capsulare e per esaminare la corretta posizione e la centratura IOL.