Neurite Ottica Ischemica Anteriore (NOIA)

edema del disco ottico con emorragie peripapillariLa neuropatia ottica ischemica anteriore è la causa più comune di neuropatia ottica acuta in pazienti con un’età superiore ai 50 anni.

Il calo visivo è di solito acuto e indolore in almeno il 90% dei pazienti.
La perdita della vista si nota al risveglio, forse a causa di ipotensione notturna. Il calo visivo è associato a deficit del campo visivo (generalmente di tipo altitudinale o centrale), a edema del disco ottico, che appare pallido, a emorragie a fiamma a e noduli cotonosi.

Possiamo distinguere due forme: la forma non-arteritica e la forma arteritica, quest’ultima associata con l’arterite a cellule giganti.
In entrambe le forme, l’esito finale è l’atrofia delle fibre nervose e la comparsa del pallore del disco ottico.

La forma non arteritica è causata da un’occlusione su base aterosclerotica associata a fattori di rischio locali o generali. Tra i fattori locali vi è la conformazione della testa del nervo ottico (disco ottico piccolo e affollato); tra i fattori di rischio generali, invece, si annoverano tutti quelli delle patologie ischemiche (tra cui l’infarto del miocardio, l’ipertensione arteriosa, il diabete mellito, il fumo, colesterolo alto e l’iperomocistenemia, l’obesità, il poco esercizio fisico). La patologia colpisce l’altro occhio nel 25-50% dei casi entro i 5 anni.

La forma arteritica fa parte di una malattia generalizzata, ossia l’Arterite di Horton, e la causa dell’occlusione è su base infiammatoria. Si può manifestare, inoltre, nel corso di altre malattie (quali l’arterite reumatoide e il LES). Può colpire un occhio oppure entrambi.

TRATTAMENTO

La forma non arteritica, in fase acuta, può essere trattata con la somministrazione di steroidi per via orale, che servono a ridurre l’edema del disco ottico. Di notevole importanza è la prevenzione della neuropatia ischemica nell’occhio sano. In questi casi si raccomanda l’uso di antiaggreganti piastrinici e il controllo dei fattori di rischio cardiovascolari come l’ipertensione arteriosa sistemica, il diabete e le dislipidemie.

La forma arteritica viene trattata in acuto con boli (steroidi) per via endovenosa e poi per via orale, fino a scalare nel mantenimento, nella forma cronica.

Per la gestione del paziente è importante la collaborazione del medico internista e del medico immunologo.

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