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Why Do I Need to Get My Eyes Dilated?

Dilation is part of a thorough eye exam.

The view to the back of the eye is limited when the pupil is not dilated. When your pupil is small, an eye doctor can see your optic nerve and macula but the view is limited. In order to see the entire retina, the pupil must be dilated. This is achieved through the use of eye drops

During a dilated exam, your doctor can spot problems like a torn or detached retina or an eye tumor. They can also diagnose and monitor common eye diseases that can take away your sight:

  • check for myopia, hyperopia and astigmatism
  • Diabetic retinopathy
  • Glaucoma
  • Age-related macular degeneration
  • Cataract
  • peripherical retinal lesions
  • retinal detachment
  • eye tumors

How Long Does It Last?

Everyone’s eyes react differently to the dilation drops. It usually takes 15 to 30 minutes for your pupils to open completely. Most people are back to normal within about 4 to 6 hours. But for you, the effects could wear off more quickly, or they could last much longer.

Can I Drive?

Dilation doesn’t typically affect your distance vision  But because your pupils can’t control the amount of light going into your eyes, the glare outside may bother you. For some people, that makes it unsafe to drive. If you’ve never had your eyes dilated, get someone else to drive you home from your appointment. Once you’ve had it done, you’ll know whether dilation means you can’t drive after an exam. Whether or not you get behind the wheel, it’s a good idea to bring sunglasses with you so you can shield your eyes after the exam.

Can I Go Back To Work?

Dilating drops make it hard for your eyes to focus on things close to you. You probably won’t be able to read, use the computer, or do other tasks that require near vision after your appointment, unless you wear bifocals or use reading glasses. If you work outside, the bright light may bother you. It may be easier to make an appointment later in the day so you don’t have to go back to work.

How Often Do I Need It?

The National Eye Institute recommends everyone over 60 have a dilated exam once a year. If you’re African-American, you’re at higher risk for glaucoma, so the yearly recommendation starts at age 40. If you have diabete you should also have a dilated exam once a year no matter how old you are.

Dilation is often a normal part of an eye exam or people who wear glasses or contacts. But if you’re young and your eyes are healthy, you may not need it every time. Your doctor also may be able to use other methods to check your retina without dilating your eyes, but they may not work as well. See what your doctor recommends.

Many eye diseases are more common as you get older. The American Academy of Ophthalmology says everyone should get a baseline exam with dilation when they’re 40. That way, your doctor can track any changes that could signal a problem.

General Guidelines

  • Children should receive their first comprehensive eye examination before the age of 3, unless a specific condition or history of family childhood vision problems warrants an earlier examination.
  • Anyone with a history of visual problems should get routine preventive care.
  • People ages 20 to 30 should have an eye exam every two years, unless visual changes, pain, flashes of light, new floaters, injury, or tearing occurs. Then, immediate care is necessary.
  • Yearly exams become important in the late thirties, when changes in vision and focus along with eye diseases, are more likely to develop.

Factors Your Eye Doctor Considers When Determining Whether Eye Dilation Is Necessary:

  • Age. The risk of eye diseases increases with age—particularly over age 40.
  • Eye health. If you’ve experienced eye diseases that affect the back of the eye, such as retinal detachment, you may have an increased risk of future eye problems.
  • Overall health. Certain diseases, such as diabetes, increase the risk of eye disease.
  • Reason for the exam. Are you in good health, under 40 and wondering if you need vision correction? You may not need a dilated exam this time, but know that you should have one at least every few years and more frequently as you get older. If it’s your very first eye exam, it’s a good idea to go with dilation for a baseline exam. You can discuss this with your doctor.
  • If you have new, worrisome eye symptoms or vision problems, then eye dilation may be necessary to make a diagnosis.
  • Results of previous exams: If recent eye exams have included eye dilation with no unusual findings, it may be possible to skip the eye-dilation portion of your next exam.
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Più fumo, maggior rischio di strabismo nei neonati

FUMARE DURANTE LA GESTAZIONE POTREBBE PROVOCARE DANNI NEUROLOGICI AL FETO, COSÌ COME ANCHE PATOLOGIE OCULARI

L’esposizione intra-uterina al fumo di sigaretta materno è associata a un aumento dei rischi di crescita e di problemi di sviluppo neurologico durante l’infanzia e nel resto della vita. Secondo la maggior parte degli studi  l’esposizione fetale al fumo di sigaretta materna attiva o passiva è associata, nei bambini, a un maggiore rischio di problemi visivi, quali strabismo, errori di refrazione, retinopatia 

FONTI:

Yang Y, Wang C, Gan Y, Jiang H, Fu W, Cao S, Lu Z, “Maternal smoking during pregnancy and the risk of strabismus in offspring: a meta-analysis“, Acta Ophthalmol. 2018

Fernandes M, Yang X, Li JY, Cheikh Ismail L., “Smoking during pregnancy and vision difficulties in children: a systematic review“, Acta Ophthalmol. 2015 May;93(3):213-23


Pagina pubblicata il 13 novembre 2018.

RETINITE PIGMENTOSA

La Retinite pigmentosa (RP) è una distrofia retinica ereditaria, causata dalla perdita dei fotorecettori e caratterizzata da depositi retinici di pigmento visibili all’esame del fondo dell’occhio.

Si stima che 1,39 milioni di individui nel mondo ne siano affetti. La malattia è ereditaria e il suo decorso naturale porta alla progressiva perdita della vista. E’ classificata tra le malattie non curabili ed è la terza causa di handicap visivo, la prima in pazienti al di sotto dei 60 anni di età.

periferiaLa forma più comune è la distrofia tipo bastoncelli-coni, che insorge con cecità notturna, seguita dalla perdita progressiva della vista diurna, del campo visivo periferico, che può portare a cecità dopo diverse decadi.

Generalmente, la RP non è sindromica anche se sono note diverse forme associate a sindromi, la più frequente delle quali è la sindrome di Usher (associata a sordità congenita profonda). Sono stati identificati circa 50 geni/loci responsabili della RP non sindromica (forme autosomiche dominanti, autosomiche recessive, legate all’X e digeniche).

DIAGNOSI

  1. presenza di cecità notturna
  2. fotofobia e abbagliamento eccessivo
  3. limitazioni del campo visivo
  4. lesioni tipiche nel fondo dell’occhio
  5. ERG ipovoltato

La diagnosi molecolare è possibile per alcuni geni, ma, di regola, non viene eseguita a causa dell’estrema eterogeneità genetica della malattia. La consulenza genetica è sempre indicata.

TERAPIA

Al momento, non è disponibile una terapia in grado di arrestare la progressione della malattia o di restituire la vista; pertanto, la prognosi è infausta. L’approccio terapeutico permette di rallentare il processo degenerativo e consiste nella protezione dalla luce solare e nella terapia vitaminica, nel trattamento delle complicanze (cataratta e edema maculare) e nell’aiutare i pazienti a fare fronte ai problemi sociali e psicologici correlati alla cecità.

RICERCA

La ricerca scientifica è molto attiva e stanno emergendo nuove strategie terapeutiche stanno emergendo nuove strategie terapeutiche che spaziano dalla terapia genica alla neuroprotezione alle protesi retiniche. In questo constesto si è appena conclusa in Giappone la fase 3 dello studio clinico sull’efficacia e la sicurezza dell’Unoprostone (UF-021) in soluzione oftalmica per il trattamento della retinite pigmentosa. Lo studio si è svolto nell’arco di due anni consecutivi su 180 pazienti trattati in 38 centri in Giappone. L’endpoint principale dello studio era la modificazione dei valori di sensibilità retinica media su quattro punti centrali , rilevata attraverso Humphrey Field Analyzer (HFA). Rispetto al gruppo trattato con placebo, la differenza non è risultata statisticamente significativa. E’ stato tuttavia rilevato un miglioramento statisticamente significativo della sensibilità retinica e dell’acuità visiva rispetto al giorno 0 dello studio nel gruppo trattato con UF-021, a fronte di una progressiva riduzione del campo visivo (Goldmann) nel gruppo di controllo. Si è registrato inoltre un incremento statisticamente significativo del punteggio totale del VFQ-25 nel gruppo UF-021. I prostoni sono una classe di acidi grassi con effetto simile a quello delle prostaglandine, ma privi degli effetti collaterali delle stesse. Usati come farmaci antiglaucomatosi per le loro proprietà ipotensive, si sono dimostrati in grado di esplicare un’azione protettiva sui nervi ottici in vitro e di migliorare la microcircolazione oculare nel glaucoma a pressione normale.

SCREENING VISIVO a Cernusco Sul Naviglio

SABATO 24 gennaio SCREENING VISIVO GRATUITO a Cernusco Sul Naviglio: L’Optometrista Dott. Martinelli e l’oculista Dott. Scotti insieme per Insegnare l’importanza della prevenzione oculare.

24 gennaio

OTTOBRE, MESE DELLA VISTA: Il tuo bambino vede bene?

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il senso della vista

Il senso della vista è presente nei bambini già quando sono nella pancia della mamma…? Infatti il feto risponde alle eventuali stimolazioni esterne (come ad esempio fonti di luce) attraverso la chiusura e l’apertura delle palpebre.

Si pensa che un bambino appeno nato possa vedere circa il 70% in meno rispetto ad un adulto.

Il senso della vista ha una importanza fondamentale proprio all’inizio della vita del neonato, in quella fase in cui il bambino osserva e muove gli occhi per seguire ma non ha la capacità di capire cosa realmente sta guardando.

IN questa fase, infatti, si crea il primo contatto con la mamma fuori dalla pancia, contatto che porterà progressivamente il bimbo a “riconoscere” la propria mamma per le fattezze che ne coglie giorno dopo giorno. Per questo motivo è molto importante che i genitori sin da subito cerchino il contatto visivo con il bimbo e che la mamma durante l’allattamento guardi negli occhi il proprio bambino, cercando di sperimentare insieme a lui per la prima volta quella che è una vera e propria esperienza di conoscenza/ riconoscimento.

E’ importante anche stimolare la vista del piccolo, con oggetti dai colori forti o dai contrasti molto evidenti, oppure lasciandolo giocare con la propria immagine attraverso l’uso di uno specchio, un’esperienza che lo farà divertire moltissimo!

 

Ecco le fasi di acquisizione della vista DI UN BAMBINO:

  • Nel corso dei primi giorni dopo il parto, il bambino riesce a distinguere la luce dal buio e mette a fuoco tutto ciò che gli si presenti a una distanza non superiore ai 30 cm;
  • Durante il primo mese il bambino non controlla ancora bene gli occhi, ma passa dal poter seguire una fonte luminosa al riuscire a fissare e mettere a fuoco un determinato oggetto per un certo tragitto, inizia inoltre a riconoscere gli occhi e l’ovale del volto;
  • Dai 3 ai 6 mesi, il bambino inizia ad avere un’ ampiezza visiva intorno ai 180 gradi e riesce a tenere lo sguardo sugli oggetti in movimento nello spazio, inoltre, inizia a riuscire a distinguere i vari colori. Coglie del volto anche altri particolari come il naso e la bocca e riesce a rivolgere le pupille verso l’interno in direzione del naso. Ormai riconosce del tutto il volto materno. L’attrazione principale dal punto di vista dei colori è quella dei contrasti forti ed è attratto dai piccoli oggetti;
  • Dai 7 mesi fino ad un anno, il bambino ha la percezione della profondità spaziale e la vista acquisisce progressivamente i dieci decimi;
  • Dai 2 ai 6 anni il bambino mette a fuoco sempre meglio i particolari degli oggetti e vede anche ciò che è molto distante da lui; acquisisce inoltre la capacità di dissociazione dei movimenti degli occhi da quelli della testa.

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