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Sindrome dell’occhio secco: LA LUCE PULSATA

Il Dry Eye é una patologia che colpisce dal 5 al 15% della popolazione con sintomi che peggiorano con l’avanzare dell’etá.

L’utilizzo dei tablet, dei telefonini e delle lenti a contatto, le luci artificiali, l’inquinamento atmosferico contribuiscono ad aumentare il fastidio provocato da questa disfunzione del film lacrimale che, solitamente, é dovuta o ad una lacrimazione insufficiente o ad una eccessiva evaporazione con conseguente infiammazione oculare cronica caratterizzata da iperemia, bruciore, atrofia degli orifici delle Ghiandole con infezioni ricorrenti, blefaritemeibomiteorzaiolicalazi e, nei casi piú gravi, con piccole ulcerazioni dell’epitelio corneale.

Le opzioni terapeutiche tradizionali consistono:

  • igiene palpebrale con impacchi caldo umidi e massaggi del bordo palpebrale
  • colliri lubrificanti
  • cortisonici/antibiotici
  • ciclosporina
  • fermenti lattici
  • integratori

Una delle terapie piú innovative e risolutive consiste nella nuovissima IRPL (Intense Regulated Pulsed Light) detta anche tecnologia a LUCE PULSATA (IPL) che  stimola le ghiandole del Meibomio a riprendere il loro normale funzionamento.

 

Il TRATTAMENTO é semplice, indolore e la seduta dura pochi minuti. Il paziente si accomoda su di un lettino con la testa sollevata di 30 gradi. Una mascherina di metallo viene appoggiata sugli occhi per protezione e del GEL viene spalmato sulle palpebre. Una serie di 4 o 5 Flash vengono applicati intorno alla palpebra inferiore, in sequenza, dal canto interno (parte vicino al naso) al canto esterno (parte vicino alla tempia). Lo stesso procedimento viene seguito anche per l’altro occhio.

La stimolazione permette alle Ghiandole del Meibomio di riprendere la propria normale funzione giá dopo 2 ore dal trattamento. Il successo completo della terapia, peró, si ha solo se si esegue il protocollo completo che consiste in 3-4 sedute intervallate in questo modo:

  1. Giorno 0
  2. Giorno 15
  3. Giorno 45
  4. Giorno 75 (opzionale)

 

Leggi anche IOVS

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Eye Care During Summer

Smiling kids at the garden

Summer is the season of vacation, travel, fun…it’s also a season for a few eye problems such as:

  • Conjunctivitis (pink eye): As summer approaches, we see a rise in patients walking into OPD with a red eye. Soon, we see their family members and friends also coming in with the same problem.  The key to prevention here is good personal hygiene.
    Conjunctivitis is a contagious disease, meaning it spreads by means of touch… it can be direct or indirect, i.e. the same objects being touched by a person with the infection and then by a normal person. Contrary to popular belief, conjunctivitis does not spread by looking into the patient’s eyes.

    It is important to consult an Ophthalmologist since there can be several causes for the eye becoming red and one should avoid taking over-the-counter medication.

Following some simple measures may help to prevent the spread of the infection:

  1. Avoid crowded places
  2. Avoid sharing handkerchiefs, towels, napkins, bed sheets, pillow covers etc
  3. It is preferable to use tissue paper or cotton swabs to wipe the eyes and then discard them, instead of using a handkerchief
  4. Washing hands frequently, scrubbing clean

 

  • Eye allergy: In summer there is more dust, pollen and several other substances in the air, which can elicit eye allergy (allergens). Dust mites (small insects) thrive in numbers during summer. Their residue can spread in the air and elicit an allergic response in the eyes.
    The following tips may help:

    1. Avoid dusty environments
    2. When outdoors, using sunglasses acts as a physical barrier to prevent the entry of allergens into the eyes
    3. Frequent cleaning of the eyes with clean cold water will wash away the allergens and the chemical mediators that cause itching
    4. Keeping a cold compress on closed eyelids: A cooler temperature helps reduce itching by making chemical mediators that cause itching become less effective
    5. If a person is known to be vulnerable to eye allergy, he/ she should visit an ophthalmologist about 4-6 weeks before summer commences, so they can begin on medicines in advance to help reduce discomfort during the season
    6. Using a vacuum cleaner at home frequently can reduce a load of allergens
    7. It’s fun to swim during summer, but ensure that you wear protective glasses. Also be sure of the cleanliness and appropriate level of chlorination of water.

 

  • Dry eye: Due to hot and dry climate, the tear film on the eye gets evaporated faster, causing a burning sensation and irritation in the eyes. This becomes more prominent in patients who already have a problem of dry eye. Instillation of artificial lubricating eye drops, avoiding air conditioning, etc help reduce the discomfort.

 

  • UV protection: Heavy dose of ultraviolet rays during summer can be harmful to the eyes in several ways. These can lead to the formation of pterygium (a layer) on the surface of the eye, cataract, retina problems etc.
    The following tips may help:

    1. Avoid direct exposure to sunlight unless essential, during peak time of heat i.e. 10am to 2pm when the UV rays are at their strongest
    2. To use appropriate sunglasses which block UV rays:
      One should not get fooled by the color or the cost of the lenses, but look for a certificate that states that the lenses can block at least 98% of UV rays. Ideally, these glasses should wrap all around the eyes so that the sunlight does not reach the eyes from the sides
    3. Using a hat or an umbrella when outdoors prevents direct exposure of the eyes to sunlight

 

CHERATOCONGIUNTIVITE VERNAL

La cheratocongiuntivite Vernal (VKC) è una patologia infiammatoria cronica che colpisce sia la congiuntiva tarsale e/o bulbare sia la cornea. E’ bilaterale, a volte asimmetrica, stagionale, ad eziologia sconosciuta, con riacutizzazioni nel periodo primavera estate (=vernal)

La VKC colpisce soprattutto i bambini maschi (3:1) di età compresa dai 3 ai 5 anni fino ai 20 anni di età con un picco di incidenza tra gli 11 e i 20 anni. Una storia familiare di atopia è presente nel 40% dei soggetti.

E’ prevalentemente diffusa nelle aree a clima caldo e temperato come il bacino del Mediterraneo, nord e ovest dell’Africa, il Medio Oriente, la penisola dell’Anatolia, la penisola arabica, parti dell’India, il Pakistan, il Giappone, l’America centrale e meridionale.

SINTOMI e SEGNI OCULARI

  • Prurito
  • Bruciore
  • Lacrimazione
  • Senso di corpo estraneo
  • Secrezione di muco filamentoso ed viscoso (“ropy discharge“)
  • Intenso fastidio alla luce, soprattutto all’esterno, ma anche al risveglio nei casi più gravi,

Quando la fotofobia è molto intensa è utile utilizzare occhiali scuri e cappellini ed è ovviamente necessario escludere rapidamente una lesione della cornea con una valutazione oculistica.

La neve, le luci alogene (neon), gli schermi luminosi (computer, televisione) sono potenziali fattori favorenti la VKC.

La sintomatologia si protrae anche in estate e la terapia a base di farmaci anti-infiammatori non steroidei ed antistaminici (sia locali che sistemici) è efficace solo nelle forme meno severe.

  • Arrossamento congiuntivale
  • ipertrofia papillare (tarsale superiore: papille gigante ad acciottolato romano(“cobblestone“) spesso causa di ptosi palpebrale

Cobblestone: papille gigante ad acciottolato romano

 

Horner–Trantas’s dots

 

 

 

 

 

  • Depositi gialli puntiformi a livello del limbus, noti come punti di Horner–Trantas(“Horner–Trantas’s dots“)
  • interessamento corneale: erosionicheratite puntataneovascolarizzazione cornealeulcere a scudo (“shield ulcers“)
  • pseudogerontoxon
  • allungamento delle ciglia superiori (anche 2 cm)

COMPLICANZE a lungo termine

  • cicatrici corneali centrali (leucomi stromali corneali)
  • cheratocono, astigmatismo, esiti cicatriziali da infezioni sovrapposte.
  • Infine, l’impiego prolungato di corticosteroidi può determinare effetti collaterali importanti quali aumento della pressione oculare, glaucoma, cataratta.

Secondo i dati della letteratura, una percentuale variabile dal 2 al 20% dei pazienti non adeguatamente trattati va incontro a sequele permanenti.

Shields ulcer (parte superiore della cornea)

DIAGNOSI

Anamnesi e caratteristiche cliniche sono fondamentali per la diagnosi, mentre i test di laboratorio non sono ad oggi dirimenti.

Gli elementi anamnestici e clinici che devono indurre alla diagnosi di VKC sono:

  1. l’età all’esordio
  2. l’andamento tipicamente stagionale primaverile-estivo, anche fino all’autunno,
  3. perdurare e l’aggravarsi dei sintomi in estate
  4. l’inefficacia dei comuni trattamenti antiallergici, specie degli antistaminici, per via oculare, ma soprattutto per via generale;
  5. la dipendenza dai corticosteroidi, unici farmaci in grado di controllare la malattia efficacemente.

L’esame obiettivo oculare è volto essenzialmente alla ricerca di quattro segni (score oculare):

  1. iperemia congiuntivale,
  2. ipertrofia papillare a livello della congiuntiva tarsale (caratterizzata da papille di diametro fino a 3 mm);
  3. papille giganti (di diametro da 3 a oltre 6 mm), tipicamente presenti a livello della congiuntiva tarsale superiore;
  4. presenza di papille nella regione del limbus (noduli di Trantas).

TERAPIA

Evitare gli allergeni e gli stimoli irritanti (sole, vento, ecc…) può essere utile, così come applicare impacchi di acqua fresca o lacrime artificiali.

Forme lievi e medie 

  • colliri antistaminici (ketotifene, olopatadina, azelastina)
  • inibitori della degranulazione dei mastociti  (disodiocromoglicato, nedocromile)
  • antinfiammatori non  steroidei
  • lacrime artificiali

Forme gravi

  • Colliri corticosteroidi (fluorometolone, loteprednol, desametasone)
  • colliri con Ciclosporina che è stata utilizzata in diverse concentrazioni e in formulazione oleosa (prodotto galenico)

Ad oggi sono in corso studi clinici con Tacrolimus (FK506) e la mitomicina C allo 0,01%.

 

 

IMPORTANZA DELLA VISITA OCULISTICA PEDIATRICA

“Se un bambino non vede bene NON IMPARA, ha maggiori PROBLEMI SCOLASTICI e un minor RENDIMENTO SPORTIVO”.

Sono questi i dati emersi da una recente ricerca promossa dalla commissione difesa vista: sebbene circa un terzo dei bambini di età compresa tra 3 e 13 anni abbia dei problemi di vista come miopia, astigmatismo e ipermetropia, ben il 20% NON è corretto adeguatamente, cioè non indossa gli occhiali.

Un dato ancora più sconcertante è che circa la metà dei genitori italiani (in alcune ricerche anche oltre) NON ritiene il controllo oculistico necessario e non sottopone il proprio bambino a questo momento essenziale di prevenzione.

Infatti se da un lato non correggere un problema visivo esistente può determinare un minor apprendimento scolastico, dall’altro può generare ansia, stress o problemi posturali che la scuola può solo accentuare.

Inoltre è spesso DIFFICILE ACCORGERSI SE IL PROPRIO BAMBINO PRESENTA PROBLEMI VISIVI anche perché i bambini spesso non sono in grado di palesare il proprio disagio.

Ecco perché, anche in assenza di sintomi e/o patologie oculari, la VISITA OCULISTICA del bambino è un momento IMPORTANTE e INDISPENSABILE, da eseguire all’età di 3 anni, prima di iniziare la scuola e verso gli 8-9 anni, periodo in cui si presenta la cosiddetta miopia “scolare”, per la quale si prescrive la totale correzione del difetto.

QUANDO FARE I CONTROLLI OCULISTICI

È fondamentale che alcuni problemi oculari, come occhio pigro e strabismo, vengano scoperti il più presto possibile (ed entro i 7-8 anni di età, periodo plastico: quando il cervello impara a vedere), in modo che possano essere trattati prima che il danno per la visione del bambino sia permanente. Infatti i danni a carico dell’apparato visivo che si verificano in età pediatrica sono spesso totalmente o parzialmente recuperabili soltanto grazie ad un tempestivo e mirato CONTROLLO OCULISTICO E ORTOTTICO e ad un appropriato trattamento riabilitativo.

Per riassumere, un bambino che non presenta/palesa sintomi o problemi visivi deve sottoporsi ai seguenti controlli oculistici:

  • A 1 anno: soprattutto per quei bambini che hanno familiarità per patologie oculari importanti: strabismo, glaucoma infantile, miopia elevata, cataratta giovanile, malattie metaboliche ereditarie, patologie del nervo ottico o retiniche ereditarie,…
  • A 3-4 anni: per valutare il corretto sviluppo morfologico e funzionale dell’apparato visivo
  • Intorno ai 6 anni: quando si comincia la scuola
  • Verso i 8-9: quando iniziano a manifestarsi la maggior parte delle miopie lievi o moderate

SEGNI E SINTOMI che devono fare sospettare un problema visivo sono:

  • Difficoltà nella lettura
  • Difficoltà nel memorizzare
  • Calo di attenzione e riduzione del tempo dedicato alla lettura e allo studio
  • Intenso Bruciore e lacrimazione soprattutto durante la lettura
  • Cefalea dopo la scuola o dopo aver studiato
  • Annebbiamenti visivi durante la visione soprattutto se dopo la lettura
  • Se avvicina molto gli oggetti
  • Occhio rosso
  • Se si stropiccia spesso gli occhi

Il CONTROLLO deve essere IMMEDIATO e TEMPESTIVO a prescindere dall’età, in caso di:

  • Posizione anomala degli occhi (strabismo) dopo i 6 mesi di età
  • Riflesso strano dell’occhio (pupilla bianca, anomalo riflesso rosso in fotografia)
  • Capo inclinato da una parte
  • Se ha un movimento involontario oscillatorio degli occhi
  • Quando si vedono lampi
  • Moschine volanti
  • Quando vi è un calo improvviso della vista con o senza dolore
  • Se vede le righe storte o sdoppiate
  • Se chiude male le palpebre
  • Sempre in causa di trauma cranico e facciale

COME VENIRE PREPARATI ALLA VISITA OCULISTICA

Presso lo studio del DOTT. SCOTTI FABRIZIO la visita oculistica pediatrica INTEGRA SEMPRE LE COMPETENZE DEL MEDICO OCULISTICO CON QUELLE DELL’ORTOTTISTA per offrire al piccolo paziente una valutazione completa dell’aspetto visivo.

E’ importante presentarsi preparati alla visita oculistica portando tutta la DOCUMENTAZIONE clinica precedente, l’elenco degli eventuali FARMACI che si stanno assumendo o che si sono assunti in passato, elenco delle patologie presenti in famiglia.

Se da un lato la collaborazione del bambino è auspicabile ma non necessaria per la buona riuscita di una visita, l’aiuto da parte del genitore è fondamentale per tranquillizzare il bambino e farlo sentire a proprio agio.

L’esame oculistico dei bambini non è mai un evento traumatico o doloroso. L’unica manovra effettuata durante la visita che può risultare seccante è legata all’instillazione di gocce per la dilatazione della pupilla; questo passaggio è però necessario perché permette la valutazione dei difetti visivi nascosti e della retina. Dopo l’instillazione il bambino non riuscirà a mettere a fuoco bene, soprattutto da vicino.

Per misurare l’acuità visiva (QUANTO VEDE UN MABINO), si proiettano su uno schermo delle “E” di diversa grandezza e il bambino dovrà dire da che parte vanno le punte delle “E”.  Sarebbe utile che prima della visita oculistica il genitore, insegnasse al bambino a descrivere l’orientamento delle punte della “E”, con la mano o con una E di cartone che il bambino può disegnare e colorare a casa e portare il giorno della visita.

 

E di Albini

BAMBINI (e adulti), OCCHIO AL SOLE!!

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Come ogni anno arriva puntualmente la bella stagione e con lei le tanto sognate vacanze. C’è chi opta per il mare, chi decide di andare in montagna e chi di rilassarsi in campagna o in città. Di sicuro i bambini hanno maggiori opportunità di giocare all’area aperta e di stare a contatto con la natura.

L’IMPORTANTE PERÒ È NON DIMENTICARSI DI PROTEGGERE I NOSTRI BAMBINI E I LORO OCCHI DAL SOLE.

Ma i bambini hanno veramente bisogno degli occhiali da sole?

In accordo con la maggior parte dei miei colleghi e dei ricercatori direi proprio di si, soprattutto quando e dove la luce è molto intensa.

Tutti sono a rischio ma in considerazione del fatto che i bambini tendono a spendere molto più tempo all’area aperta, la ricerca afferma che la maggior parte dell’esposizione dell’intera vita ai raggi UVA e UVB avviene prima dei 18 anni. Questo significa che bambini e adolescenti sono maggiormente esposti all’azione nociva delle radiazioni anche a causa della perfetta trasparenza di tutte le strutture oculari che si trovano davanti alla retina.

Ma perché è utile proteggere i propri occhi dai raggi solari?

E’ ormai dimostrato che l’esposizione ai raggi solari può compromettere la salute generale degli occhi e della vista.

Educare i nostri figli fin da piccoli a prendersi cura dei propri occhi anche proteggendoli dai raggi solari è indispensabile per ridurre e rallentare la comparsa di alterazioni a livello di strutture degli occhi quali il cristallino e la retina , prevenendo problematiche importanti come la cataratta e la degenerazione maculare legata all’età.

congiutnivite attinica

cheratocongiuntive attinica

Tra i danni più comuni vi è la cheratocongiuntive attinica che è l’infiammazione combinata della congiuntiva e della cornea, dopo esposizione “non protetta” ai raggi UV . Tale patologia provoca arrossamento, lacrimazione, bruciore e sensazione di corpo estraneo (percezione di sabbia nell’occhio), gonfiore alle paqlpebre, vista annebbiata o ridotta. In questo caso è bene farsi vedere subito da un oculista per valutare la terapia più appropriata.

Pterigio

L’esposizione ai raggi ultravioletti può causare lesioni tumorali alla pelle, compresa quella delicata delle palpebre e della zona intorno agli occhi. Inoltre può determinare la formazione di escrescenze sulla superficie dell’occhio chiamate “pinguecola” o “pterigio”.

Quando è meglio che vengano indossati gli occhiali da sole?

La risposta è semplice: SEMPRE, ogni qualvolta il bambino/a è all’aperto soprattutto in presenza di superfici altamente riflettenti , come la neve e la sabbia. Le ore di maggior rischio sono dalle 10 alle 14, quando l’intensità dei raggi UV è al suo massimo.

Altri fattori da considerare sono la posizione geografica e l’altitudine: i livelli di UV sono maggiori nelle aree tropicali vicino all’equatore terrestre ed al altitudini più elevate, aumentando del 4% ogni 300 m).

Sorprendentemente , oltre il 90% dei raggi UV attraversa le nuvole e quindi il rischio di esposizione ai raggi UV può essere molto elevato anche nelle giornate nebbiose o nuvolose.

In ultimo alcuni farmaci (tetracicline, sulfamidici , …) possono aumentare la sensibilità del vostro corpo ai raggi UV .

Ma come devono essere gli occhiali da sole di un bambino?

CEBisogna ricordare che gli occhiali da sole dei bambini NON SONO GIOCATTOLI e quindi devono essere di ottima qualità: Il migliore occhiale da sole per i bambini è quello che blocca il 100% dei raggi UVA e UVB. Acquistate quindi solo occhiali con il marchio CE che indica il rispetto degli standard europei per una sufficiente protezione dai raggi ultravioletti (UVA e UVB).

Grazie alle nuove montature in commercio in plastica flessibile, i bambini possono indossare l’occhiale da sole a partire da un anno di età senza rischi e fastidi.

Ricordatevi di affidarvi ad un bravo ottico/optometrista che saprà indicarvi l’occhiale da sole più adatto in relazione all’età del bambino, alla conformazione del suo viso e all’uso che se ne deve fare.

La montatura deve essere robusta, leggera, morbida e comoda permettendo un ottimo appoggio sul naso e sulle orecchie. Il materiale deve essere atossico e anallergico.

Le lenti devono essere: infrangibili, resistenti ai graffi e grandi per assicurare un campo visivo ampio e regolare.

Personalmente consiglio occhiali con lenti polarizzate in policarbonato perché filtrano anche la luce riflessa che aumenta i rischi per la vista. Sconsiglio invece le lenti fotocromatiche che variano da sé il potere filtrante in funzione della quantità di UV presenti.

Inoltre Ricordo di indossare l’occhiale da sole anche con indosso le lenti a contatto con filtro UV, in quanto queste ultime non garantiscono una copertura totale dell’occhio.

Insomma, godetevi l’estate e le meritate vacanze, le giornate trascorse in spiaggia, in piscina, le passeggiate ad alta quota ma non dimenticate di scegliere un buon occhiale da sole. In caso il bimbo/a sia molto piccolo/a o proprio non vuole indossare gli occhiali, fategli mettere un cappello con visiera che può ridurre la quantità di esposizione di U.V. anche del 50%.

Infine, non dimenticare di contattare il vostro oculista di fiducia per un esame completo degli occhi. È un buon modo per monitorare la salute degli occhi e mantenere una buona visione.

 

Pubblicato a Giugno 2015 sul sito www.familydays.it.

OCCHI E SCI

sciQuando si passa più tempo all’aperto si prolunga inevitabilmente anche l’esposizione ai raggi solari, con possibili rischi per i nostri occhi, soprattutto sui campi da sci e in altri luoghi dov’è presente un elevato riverbero.

Infatti, la luce visibile è quella parte dello spettro delle radiazioni elettromagnetiche percepibili dall’occhio umano (lunghezza d’onda 380-750 nanometri). Tuttavia, esistono anche radiazioni (invisibili a occhio nudo) che possono provocare danni, tra cui i raggi ultravioletti (la cui lunghezza d’onda è compresa tra i 100 e i 400 nm): si dividono nei più dannosi UVA (315-400 nm) e UVB (280-315 nm) oltre agli UVC (100-280 nm). I livelli di raggi ultravioletti sono maggiori al crescere dell’altitudine (ogni mille metri aumentano del 10-12%) e dell’altezza del sole (più pericoloso nelle ore centrali della giornata e nei mesi estivi), al diminuire della latitudine e della nuvolosità.

Si può fare a meno degli occhiali da sole quando il tempo è brutto?Purtroppo il 90% dei raggi ultravioletti può penetrare attraverso le nuvole e la neve può riflettere fino all’80% dei raggi UV (riverbero). Gli UVA e gli UVB rappresentano gli ultravioletti più dannosi per gli occhi, mentre gli UVC vengono schermati quasi completamente dallo strato di ozono presente nell’atmosfera.

Quali sono i rischi a cui possono andare incontro i nostri occhi?

cheratite-occhio malato

Ascesso anulare

Diverse sono le strutture oculari che possono essere colpite: la delicata cute palpebrale può andare facilmente incontro a scottature; la cornea, se esposta per più di un’ora al sole, può causare irritazione e rossore fino a veri e propri quadri di cheratite attinica. I sintomi insorgono 8-24 ore dall’esposizione principalmente consistono in arrossamento della congiuntiva ed erosioni della superficie corneale, con dolore intenso, sensazione di corpo estraneo, abbondante lacrimazione, fotofobia e blefarospasmo. Anche il cristallino, andando incontro più facilmente ad opacizzazione, può determinare la formazione precoce di cataratta. Nei casi più gravi, ad esempio se si fissa a lungo il riverbero del sole senza occhiali scuri protettivi, si può andare incontro a maculopatia fototraumatica. Inoltre, tutte le radiazioni non assorbite o schermate dalle strutture anteriori dell’occhio (ultravioletti e luce blu) possono arrivare a livello della retina determinando gravi reazioni fototossiche, potenziali cause di degenerazione maculare legata all’età (AMD).

Da tutto ciò si evince l’importanza di una protezione oculare adeguata con lenti solari provviste di filtri a norma di legge che dovrebbero garantire una visione confortevole e proteggere i nostri occhi dagli insulti esterni.

Cosa dice l’Oms in proposito?

Secondo l’Oms tra gli effetti negativi delle radiazioni ultraviolette, oltre al melanoma cutaneo e ad altri tumori maligni della pelle, c’è un raro tumore oculare (carcinoma squamoso della cornea e della congiuntiva), la cataratta corticale (opacizzazione superficiale del cristallino), lo pterigio e il melanoma oculare.

Anche i bambini devono proteggersi con gli occhiali da sole?Soprattutto i bambini, visto che il loro cristallino (un vero e proprio filtro naturale) è completamente trasparente e, quindi, l’occhio è più sensibile ai raggi ultravioletti.

Quanti tipi di lenti si trovano in commercio e quali sono quelle più idonee?

806ITA_biancoMolti sono gli occhiali da sole in commercio: si va dai semplici filtri colorati (suddivisi in 5 categorie), in grado di ridurre l’intensità luminosa e – a partire dalla categoria 3 – capaci di schermare anche gli UV, fino ad arrivare ai filtri polarizzati creati per proteggere gli occhi da luci riflesse intense come, ad esempio, il riverbero della superficie dell’acqua, del ghiaccio, della neve, ecc.

Per gli sport estremi, inoltre, possono essere particolarmente utili gli occhiali solari con forma ergonomica avvolgente, che permette una protezione globale dai raggi solari e dagli UV, dalla polvere e dal vento e dai raggi solari laterali. Fondamentale è usare sempre ed esclusivamente occhiali dotati di filtri solari a norma di legge.

Fonte: IAPB
leggi anche: 

Colliri…Come metterli

lacrime artificialiQuando andiamo a fare una visita dall’oculista e usciamo con una ricetta… Sono gocce!!!!

Il collirio oculare è un unguento che viene prescritto dall’oculista in seguito a un’operazione (cataratta, iniezione intravitreale, chirurgia refrattiva,…), per curare un’infezione, in caso di occhio secco o in alcune patologie croniche come il glaucoma. Il collirio viene utilizzato anche per dilatare la pupilla durante la visita oculistica.

È anzitutto importante richiedere sempre il parere del medico oculista prima di instillare qualsiasi tipo di collirio nell’occhio per evitare spiacevoli effetti collaterali.  Anche se scontato, è doveroso ribadire l’importanza di attenersi scrupolosamente alla somministrazione raccomandata dal medico oculista. Quando si modifica la posologia senza prima aver consultato un esperto si rischia di prolungare la malattia.
Ma come si mettono i colliri? E’ possibile farlo da soli? Mi devo fare aiutare?  
Ecco il modo corretto per applicare un collirio (da soli o da parte di qualcuno):
  • Lavarsi le mani
  • Agitare il collirio, in modo che i componenti si mischino bene
  • Aprire il flacone e rimuovere l’anello che serviva per sigillare (può cadere nell’occhio durante
  • l’applicazione)
  • Prendere il collirio e con il dito indice della mano libera tirare la palpebra inferiore verso il basso.
  • Se c’è una persona che mette le gocce, fare allo stesso modo, solo con un dito e sulla palpebra inferiore.
  • Collocare il flacone sull’occhio, a una distanza sufficiente da non toccarlo, e fare pressione sul flacone fino a che non sarà caduta una goccia
  • Una volta istillato il collirio, chiudere delicatamente gli occhi e fare una leggera pressione sul condotto lacrimale per alcuni secondi in modo da dare il tempo alla medicina di essere assorbita
  • Nel caso in cui si debba mettere più di un collirio, attendere almeno due minuti tra uno e l’altro, ripetendo la stessa sequenza
  • Nel caso in cui si debba applicare anche una pomata bisognerà metterla per ultima, dopo i colliri.
  • Una volta aperto il prodotto, è buona regola controllare la data di scadenza

 

COLLIRI e LENTI A CONTATTO (LAC)

In linea di principio, i colliri non vanno utilizzati in presenza di lenti a contatto (dato che le lenti possono assorbire il collirio e portare a un accumulo concentrato della sostanza) o comunque vanno instillati nell’occhio solo dopo averle rimosse.

A seguito dell’applicazione del collirio, le lenti a contatto possono essere riapplicate dopo almeno 15 minuti.

Esistono specifici lubrificanti per uso interno all’occhio, che molte aziende farmaceutiche producono e commercializzano per l’utilizzo in presenza di lenti a contatto. Qualsiasi dubbio riguardante il collirio prescelto va valutato con il proprio oculista.