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MACULOPATIA: DECALOGO DI PREVENZIONE

emorragia sottoretinica per degenerazione maculare essudativa

Degenerazione maculare essudativa

 

 

 

 

 

 

La degenerazione maculare legata all’età è una patologia che colpisce la parte centrale della retina, chiamata appunto macula, con conseguente graduale grave riduzione della capacità visiva.  Nella sua forma iniziale, la malattia spesso si presenta senza sintomi, ed è per questo indispensabile la sua diagnosi precoce.

L’affezione colpisce il 18-20 per cento della popolazione anziana ed è la prima causa di ipovisione nel mondo occidentale.

PER APPROFONDIRE leggi anche qui

 

DECALOGO

1) Vai dall’oculista con frequenza per fare un esame del fondo oculare e un OCT soprattutto dopo i 50 anni

OCT normale

 

 

 

DMS

2) Se hai una persona affetta da maculopatia in famiglia fai visite oculistiche annuali dopo i 50 anni

3) Non fumare o smetti di fumare e non bere alcolici

4) Proteggi gli occhi dal sole con occhiali contro i raggi ultravioletti

5) mangia tanta frutta e verdura fresca r proteine magre (pesce) oltre a cereali integrali. Riduci i grassi animali

6) Svolgi attività fisica con regolarità

7) Mantieni la pressione arteriosa sotto controllo e nei limiti consigliati dal tuo medico curante

8) Tieni il peso sotto controllo ed evita l’obesità

9) Prenditi pause dal lavoroa l monitor del pc, dallo smartphone e da altri dispositivi digitali

10) Controlla periodicamente la tua funzione visiva con un semplice test che consiste nel guardare come sono i quadratini di un foglio quadrettato: se riscontri distorsioni dei quadratini vai a fare una visita oculistica con sollecitudine.

Monitorare lo stato di salute dei propri occhi è fondamentale per scongiurare una diagnosi tardiva e oggi farlo è semplicissimo con le nuove avanzate tecnologie come l’OCT, un esame che consente diagnosi sofisticate e precise in tempo reale

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PERMESSI INPS

I permessi per assistere un familiare in stato di disabilità possono essere fruiti anche di domenica e anche durante turni di notte: l’INPS pubblica delle precisazioni in merito

L’articolo 33 della legge n. 104/1992  prevede che i lavoratori che prestano assistenza a familiari con disabilità sia garantita la possibilità di assentarsi dal lavoro per tre giorni al mese, godendo di permessi retribuiti, che possono anche essere fruiti ad ore.
Si tratta di una misura che intende alleggerire il carico familiare di assistenza, da non confondersi con i permessi per il lavoratore disabile.

L’INPS ha recentemente pubblicato un messaggio che riporta alcuni chiarimenti in merito alla loro fruizione.
Nel suo messaggio l’INPS ha chiarito che i tre giorni di congedo mensili possono essere fruiti anche di domenica e di notte, se rientranti in turni di lavoro. Va inoltre conteggiato un solo giorno di permesso se il turno è notturno e la prestazione si svolge a cavallo di due giorni. Ricapitoliamo per punti, quindi, come regolarsi in caso di lavoro  a turni o domenicale, per poter usufruire dei permessi  ai sensi dell’articolo 33, comma 3, della legge 104.

CHI HA DIRITTO AI PERMESSI – Ricordiamo innanzitutto che i permessi retribuiti per assistere un familiare in condizione di disabilità spettano a:
– genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità;
– coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto (art. 1, commi 36 e 37, legge 76/2016), parenti o affini entro il 2° grado di familiari disabili in situazione di gravità.
– Possono goderne, infine, parenti e affini di terzo grado solo se i genitori o il coniuge o la parte dell’unione civile o il convivente della persona con disabilità grave abbiano compiuto 65 anni oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o deceduti o mancanti (L. 183/2010).

COSA SI INTENDE PER LAVORO A TURNI  – L’INPS precisa che per “lavoro a turni” si intendeogni forma di organizzazione dell’orario di lavoro diversa dal normale “lavoro giornaliero”, in cui l’orario operativo dell’azienda può andare a coprire l’intero arco delle 24 ore e la totalità dei giorni settimanali.
Tale modalità organizzativa, pertanto, può comprendere anche il lavoro notturno e quello prestato in giorni festivi (compresa la domenica).
Il riferimento è l’articolo 1 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, che definisce il lavoro a turni come “qualsiasi metodo di organizzazione del lavoro anche a squadre in base al quale dei lavoratori siano successivamente occupati negli stessi posti di lavoro, secondo un determinato ritmo, compreso il ritmo rotativo, che può essere di tipo continuo (impianti operativi che procedono per tutta la giornata e 7 giorni su 7) o discontinuo (impianti che non procedono 24 ore su 24), e il quale comporti la necessità per i lavoratori di compiere un lavoro a ore differenti su un periodo determinato di giorni o di settimane”.

I PERMESSI IN GIORNO FESTIVO – Ricordando che l’articolo 33, comma 3, della legge n. 104/1992 prevede la fruizione dei permessi mensili retribuiti “a giornata”, indipendentemente, cioè, dall’articolazione della prestazione lavorativa nell’arco delle 24 ore o della settimana e dal numero di ore che il dipendente avrebbe dovuto concretamente effettuare nel giorno di interesse, l’INPS specifica che il beneficio in argomento può essere fruito anche in corrispondenza di un turno di lavoro da effettuare nella giornata di domenica.

I PERMESSI IN ORARIO NOTTURNO – Lo stesso principio si applica anche al lavoro notturno: anche se si svolge a cavallo di due giorni solari, la prestazione è riferita ad un solo turno di lavoro in cui si articola l’organizzazione.
Questo significa che il permesso fruito in corrispondenza turno di lavoro va considerato pari ad un solo giorno di permesso anche nel caso in cui si articoli a cavallo di due giorni solari.

LA FORMULA PER IL CALCOLO DELLE ORE FRAZIONATE – Solo se si fruisce dei giorni di permesso frazionandoli ad ore va calcolato il riproporzionamento orario. In tale caso, per determinare a quante ore mensili si ha diritto, si deve applicare la formula indicata nel messaggio n. 16866 del 28/6/2007, ovvero: orario di lavoro medio settimanale/numero medio dei giorni (o turni) lavorativi settimanali x 3 = ore mensili fruibili.

 

 

Fonte: http://www.retinaitalia.org

Lucentis e retinopatia diabetica

Il farmaco anti-VEGF Lucentis® (ranibizumab) 0.3 mg è stato recentemente approvato dalla FDA (Food and Drug Administration) per il trattamento della Retinopatia diabetica associata o meno ad Edema Maculare Diabetico.

Il Lucentis è stato creato per inibire una sostanza denominata fattore di crescita vascolare endoteliale A (VEGF-A), presente ad alte concentrazioni negli occhi dei pazienti affetti ed è responsabile della crescita dei vasi sanguigni e della fuoriuscita di liquido.

 

 

 

Il Lucentis è già approvato per altre patologie retiniche come:

  • nAMD: degenerazione maculare legata all’età di tipo essudativo
  • DME: edema maculare diabetico
  • ME-BRVO/CRVO: secondario a occlusione venosa retinica di branca/centrale
  • CNV-MP: neovascolarizzazione coroideale secondaria a miopia patologica
  • CNV associata a cause diverse dalla nAMD e CNV-MP

 

E’ importante ricordare che Il farmaco viene iniettato all’interno dell’occhio in sala operatoria da un medico oculista specializzato in malattie retiniche e, l’indicazione a tale terapia  deve essere proposta solo da un oculista, dopo approfondita visita e accertamenti diagnostici strumentali (fluorangiografia retinica, angiografia con verde indicianina, OCT, angio-OCT).

BAMBINI (e adulti), OCCHIO AL SOLE!!

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Come ogni anno arriva puntualmente la bella stagione e con lei le tanto sognate vacanze. C’è chi opta per il mare, chi decide di andare in montagna e chi di rilassarsi in campagna o in città. Di sicuro i bambini hanno maggiori opportunità di giocare all’area aperta e di stare a contatto con la natura.

L’IMPORTANTE PERÒ È NON DIMENTICARSI DI PROTEGGERE I NOSTRI BAMBINI E I LORO OCCHI DAL SOLE.

Ma i bambini hanno veramente bisogno degli occhiali da sole?

In accordo con la maggior parte dei miei colleghi e dei ricercatori direi proprio di si, soprattutto quando e dove la luce è molto intensa.

Tutti sono a rischio ma in considerazione del fatto che i bambini tendono a spendere molto più tempo all’area aperta, la ricerca afferma che la maggior parte dell’esposizione dell’intera vita ai raggi UVA e UVB avviene prima dei 18 anni. Questo significa che bambini e adolescenti sono maggiormente esposti all’azione nociva delle radiazioni anche a causa della perfetta trasparenza di tutte le strutture oculari che si trovano davanti alla retina.

Ma perché è utile proteggere i propri occhi dai raggi solari?

E’ ormai dimostrato che l’esposizione ai raggi solari può compromettere la salute generale degli occhi e della vista.

Educare i nostri figli fin da piccoli a prendersi cura dei propri occhi anche proteggendoli dai raggi solari è indispensabile per ridurre e rallentare la comparsa di alterazioni a livello di strutture degli occhi quali il cristallino e la retina , prevenendo problematiche importanti come la cataratta e la degenerazione maculare legata all’età.

congiutnivite attinica

cheratocongiuntive attinica

Tra i danni più comuni vi è la cheratocongiuntive attinica che è l’infiammazione combinata della congiuntiva e della cornea, dopo esposizione “non protetta” ai raggi UV . Tale patologia provoca arrossamento, lacrimazione, bruciore e sensazione di corpo estraneo (percezione di sabbia nell’occhio), gonfiore alle paqlpebre, vista annebbiata o ridotta. In questo caso è bene farsi vedere subito da un oculista per valutare la terapia più appropriata.

Pterigio

L’esposizione ai raggi ultravioletti può causare lesioni tumorali alla pelle, compresa quella delicata delle palpebre e della zona intorno agli occhi. Inoltre può determinare la formazione di escrescenze sulla superficie dell’occhio chiamate “pinguecola” o “pterigio”.

Quando è meglio che vengano indossati gli occhiali da sole?

La risposta è semplice: SEMPRE, ogni qualvolta il bambino/a è all’aperto soprattutto in presenza di superfici altamente riflettenti , come la neve e la sabbia. Le ore di maggior rischio sono dalle 10 alle 14, quando l’intensità dei raggi UV è al suo massimo.

Altri fattori da considerare sono la posizione geografica e l’altitudine: i livelli di UV sono maggiori nelle aree tropicali vicino all’equatore terrestre ed al altitudini più elevate, aumentando del 4% ogni 300 m).

Sorprendentemente , oltre il 90% dei raggi UV attraversa le nuvole e quindi il rischio di esposizione ai raggi UV può essere molto elevato anche nelle giornate nebbiose o nuvolose.

In ultimo alcuni farmaci (tetracicline, sulfamidici , …) possono aumentare la sensibilità del vostro corpo ai raggi UV .

Ma come devono essere gli occhiali da sole di un bambino?

CEBisogna ricordare che gli occhiali da sole dei bambini NON SONO GIOCATTOLI e quindi devono essere di ottima qualità: Il migliore occhiale da sole per i bambini è quello che blocca il 100% dei raggi UVA e UVB. Acquistate quindi solo occhiali con il marchio CE che indica il rispetto degli standard europei per una sufficiente protezione dai raggi ultravioletti (UVA e UVB).

Grazie alle nuove montature in commercio in plastica flessibile, i bambini possono indossare l’occhiale da sole a partire da un anno di età senza rischi e fastidi.

Ricordatevi di affidarvi ad un bravo ottico/optometrista che saprà indicarvi l’occhiale da sole più adatto in relazione all’età del bambino, alla conformazione del suo viso e all’uso che se ne deve fare.

La montatura deve essere robusta, leggera, morbida e comoda permettendo un ottimo appoggio sul naso e sulle orecchie. Il materiale deve essere atossico e anallergico.

Le lenti devono essere: infrangibili, resistenti ai graffi e grandi per assicurare un campo visivo ampio e regolare.

Personalmente consiglio occhiali con lenti polarizzate in policarbonato perché filtrano anche la luce riflessa che aumenta i rischi per la vista. Sconsiglio invece le lenti fotocromatiche che variano da sé il potere filtrante in funzione della quantità di UV presenti.

Inoltre Ricordo di indossare l’occhiale da sole anche con indosso le lenti a contatto con filtro UV, in quanto queste ultime non garantiscono una copertura totale dell’occhio.

Insomma, godetevi l’estate e le meritate vacanze, le giornate trascorse in spiaggia, in piscina, le passeggiate ad alta quota ma non dimenticate di scegliere un buon occhiale da sole. In caso il bimbo/a sia molto piccolo/a o proprio non vuole indossare gli occhiali, fategli mettere un cappello con visiera che può ridurre la quantità di esposizione di U.V. anche del 50%.

Infine, non dimenticare di contattare il vostro oculista di fiducia per un esame completo degli occhi. È un buon modo per monitorare la salute degli occhi e mantenere una buona visione.

 

Pubblicato a Giugno 2015 sul sito www.familydays.it.

RETINITE PIGMENTOSA

La Retinite pigmentosa (RP) è una distrofia retinica ereditaria, causata dalla perdita dei fotorecettori e caratterizzata da depositi retinici di pigmento visibili all’esame del fondo dell’occhio.

Si stima che 1,39 milioni di individui nel mondo ne siano affetti. La malattia è ereditaria e il suo decorso naturale porta alla progressiva perdita della vista. E’ classificata tra le malattie non curabili ed è la terza causa di handicap visivo, la prima in pazienti al di sotto dei 60 anni di età.

periferiaLa forma più comune è la distrofia tipo bastoncelli-coni, che insorge con cecità notturna, seguita dalla perdita progressiva della vista diurna, del campo visivo periferico, che può portare a cecità dopo diverse decadi.

Generalmente, la RP non è sindromica anche se sono note diverse forme associate a sindromi, la più frequente delle quali è la sindrome di Usher (associata a sordità congenita profonda). Sono stati identificati circa 50 geni/loci responsabili della RP non sindromica (forme autosomiche dominanti, autosomiche recessive, legate all’X e digeniche).

DIAGNOSI

  1. presenza di cecità notturna
  2. fotofobia e abbagliamento eccessivo
  3. limitazioni del campo visivo
  4. lesioni tipiche nel fondo dell’occhio
  5. ERG ipovoltato

La diagnosi molecolare è possibile per alcuni geni, ma, di regola, non viene eseguita a causa dell’estrema eterogeneità genetica della malattia. La consulenza genetica è sempre indicata.

TERAPIA

Al momento, non è disponibile una terapia in grado di arrestare la progressione della malattia o di restituire la vista; pertanto, la prognosi è infausta. L’approccio terapeutico permette di rallentare il processo degenerativo e consiste nella protezione dalla luce solare e nella terapia vitaminica, nel trattamento delle complicanze (cataratta e edema maculare) e nell’aiutare i pazienti a fare fronte ai problemi sociali e psicologici correlati alla cecità.

RICERCA

La ricerca scientifica è molto attiva e stanno emergendo nuove strategie terapeutiche stanno emergendo nuove strategie terapeutiche che spaziano dalla terapia genica alla neuroprotezione alle protesi retiniche. In questo constesto si è appena conclusa in Giappone la fase 3 dello studio clinico sull’efficacia e la sicurezza dell’Unoprostone (UF-021) in soluzione oftalmica per il trattamento della retinite pigmentosa. Lo studio si è svolto nell’arco di due anni consecutivi su 180 pazienti trattati in 38 centri in Giappone. L’endpoint principale dello studio era la modificazione dei valori di sensibilità retinica media su quattro punti centrali , rilevata attraverso Humphrey Field Analyzer (HFA). Rispetto al gruppo trattato con placebo, la differenza non è risultata statisticamente significativa. E’ stato tuttavia rilevato un miglioramento statisticamente significativo della sensibilità retinica e dell’acuità visiva rispetto al giorno 0 dello studio nel gruppo trattato con UF-021, a fronte di una progressiva riduzione del campo visivo (Goldmann) nel gruppo di controllo. Si è registrato inoltre un incremento statisticamente significativo del punteggio totale del VFQ-25 nel gruppo UF-021. I prostoni sono una classe di acidi grassi con effetto simile a quello delle prostaglandine, ma privi degli effetti collaterali delle stesse. Usati come farmaci antiglaucomatosi per le loro proprietà ipotensive, si sono dimostrati in grado di esplicare un’azione protettiva sui nervi ottici in vitro e di migliorare la microcircolazione oculare nel glaucoma a pressione normale.

OCCHI E SCI

sciQuando si passa più tempo all’aperto si prolunga inevitabilmente anche l’esposizione ai raggi solari, con possibili rischi per i nostri occhi, soprattutto sui campi da sci e in altri luoghi dov’è presente un elevato riverbero.

Infatti, la luce visibile è quella parte dello spettro delle radiazioni elettromagnetiche percepibili dall’occhio umano (lunghezza d’onda 380-750 nanometri). Tuttavia, esistono anche radiazioni (invisibili a occhio nudo) che possono provocare danni, tra cui i raggi ultravioletti (la cui lunghezza d’onda è compresa tra i 100 e i 400 nm): si dividono nei più dannosi UVA (315-400 nm) e UVB (280-315 nm) oltre agli UVC (100-280 nm). I livelli di raggi ultravioletti sono maggiori al crescere dell’altitudine (ogni mille metri aumentano del 10-12%) e dell’altezza del sole (più pericoloso nelle ore centrali della giornata e nei mesi estivi), al diminuire della latitudine e della nuvolosità.

Si può fare a meno degli occhiali da sole quando il tempo è brutto?Purtroppo il 90% dei raggi ultravioletti può penetrare attraverso le nuvole e la neve può riflettere fino all’80% dei raggi UV (riverbero). Gli UVA e gli UVB rappresentano gli ultravioletti più dannosi per gli occhi, mentre gli UVC vengono schermati quasi completamente dallo strato di ozono presente nell’atmosfera.

Quali sono i rischi a cui possono andare incontro i nostri occhi?

cheratite-occhio malato

Ascesso anulare

Diverse sono le strutture oculari che possono essere colpite: la delicata cute palpebrale può andare facilmente incontro a scottature; la cornea, se esposta per più di un’ora al sole, può causare irritazione e rossore fino a veri e propri quadri di cheratite attinica. I sintomi insorgono 8-24 ore dall’esposizione principalmente consistono in arrossamento della congiuntiva ed erosioni della superficie corneale, con dolore intenso, sensazione di corpo estraneo, abbondante lacrimazione, fotofobia e blefarospasmo. Anche il cristallino, andando incontro più facilmente ad opacizzazione, può determinare la formazione precoce di cataratta. Nei casi più gravi, ad esempio se si fissa a lungo il riverbero del sole senza occhiali scuri protettivi, si può andare incontro a maculopatia fototraumatica. Inoltre, tutte le radiazioni non assorbite o schermate dalle strutture anteriori dell’occhio (ultravioletti e luce blu) possono arrivare a livello della retina determinando gravi reazioni fototossiche, potenziali cause di degenerazione maculare legata all’età (AMD).

Da tutto ciò si evince l’importanza di una protezione oculare adeguata con lenti solari provviste di filtri a norma di legge che dovrebbero garantire una visione confortevole e proteggere i nostri occhi dagli insulti esterni.

Cosa dice l’Oms in proposito?

Secondo l’Oms tra gli effetti negativi delle radiazioni ultraviolette, oltre al melanoma cutaneo e ad altri tumori maligni della pelle, c’è un raro tumore oculare (carcinoma squamoso della cornea e della congiuntiva), la cataratta corticale (opacizzazione superficiale del cristallino), lo pterigio e il melanoma oculare.

Anche i bambini devono proteggersi con gli occhiali da sole?Soprattutto i bambini, visto che il loro cristallino (un vero e proprio filtro naturale) è completamente trasparente e, quindi, l’occhio è più sensibile ai raggi ultravioletti.

Quanti tipi di lenti si trovano in commercio e quali sono quelle più idonee?

806ITA_biancoMolti sono gli occhiali da sole in commercio: si va dai semplici filtri colorati (suddivisi in 5 categorie), in grado di ridurre l’intensità luminosa e – a partire dalla categoria 3 – capaci di schermare anche gli UV, fino ad arrivare ai filtri polarizzati creati per proteggere gli occhi da luci riflesse intense come, ad esempio, il riverbero della superficie dell’acqua, del ghiaccio, della neve, ecc.

Per gli sport estremi, inoltre, possono essere particolarmente utili gli occhiali solari con forma ergonomica avvolgente, che permette una protezione globale dai raggi solari e dagli UV, dalla polvere e dal vento e dai raggi solari laterali. Fondamentale è usare sempre ed esclusivamente occhiali dotati di filtri solari a norma di legge.

Fonte: IAPB
leggi anche: 

Occhio e Sole

I raggi UV (naturali che artificiali), possono provocare fenomeni di abbagliamento e affaticamento degli organi visivi, possono danneggiare le cellule della superficie corneale dell’occhio provocando bruciore e sensazione di “corpo estraneo”.
Inoltre sono associati a un aumentato rischio di sviluppare la cataratta e la degenerazione maculare legata all’età.

Per questo motivo è bene indossare occhiali da sole quando si esce in pieno sole.

Tutti sono a rischio dai bambini agli anziani MA…l’80% dell’esposizione dell’intera vita ai raggi UVA e UVB avviene prima dei 18 anni, questo significa che bambini e adolescenti sono particolarmente esposti alle insidie per la vista.

 

ALCUNI CONSIGLI UTILI:

  1. Selezionare occhiali da sole adeguati e che blocchino la percentuale maggiore di raggi   UVA e UVB. Al mare e in montagna dovrebbero essere usati i filtraggi più potenti.
  2. Le lenti di tipo fotocromatico, sebbene pratiche e comode, non sostituiscono un occhiale da sole.
  3. Scegliere occhiali avvolgenti, che coprano bene il contorno degli occhi per non lasciare passare raggi solari lateralmente o dall’alto, rendendo parzialmente inutile il loro utilizzo.
  4. Indossare un cappello con visiera in aggiunta ai vostri occhiali da sole.
  5. Indossare gli occhiali da sole anche con le lenti a contatto, sebbene abbiano petezione UV.
  6. La vicinanza ad acqua, cemento, neve e sabbia aumenta il rischio perché i raggi UVA e UVB vengono riflessi proprio da queste superfici.
  7. Non guardare mai direttamente il sole, soprattutto durante un’eclisse.
  8. E’  meglio evitare l’esposizione dalle 10.00 alle 14.00.

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