Archivi tag: Lenti a contatto

Annunci

BAMBINI (e adulti), OCCHIO AL SOLE!!

1

Come ogni anno arriva puntualmente la bella stagione e con lei le tanto sognate vacanze. C’è chi opta per il mare, chi decide di andare in montagna e chi di rilassarsi in campagna o in città. Di sicuro i bambini hanno maggiori opportunità di giocare all’area aperta e di stare a contatto con la natura.

L’IMPORTANTE PERÒ È NON DIMENTICARSI DI PROTEGGERE I NOSTRI BAMBINI E I LORO OCCHI DAL SOLE.

Ma i bambini hanno veramente bisogno degli occhiali da sole?

In accordo con la maggior parte dei miei colleghi e dei ricercatori direi proprio di si, soprattutto quando e dove la luce è molto intensa.

Tutti sono a rischio ma in considerazione del fatto che i bambini tendono a spendere molto più tempo all’area aperta, la ricerca afferma che la maggior parte dell’esposizione dell’intera vita ai raggi UVA e UVB avviene prima dei 18 anni. Questo significa che bambini e adolescenti sono maggiormente esposti all’azione nociva delle radiazioni anche a causa della perfetta trasparenza di tutte le strutture oculari che si trovano davanti alla retina.

Ma perché è utile proteggere i propri occhi dai raggi solari?

E’ ormai dimostrato che l’esposizione ai raggi solari può compromettere la salute generale degli occhi e della vista.

Educare i nostri figli fin da piccoli a prendersi cura dei propri occhi anche proteggendoli dai raggi solari è indispensabile per ridurre e rallentare la comparsa di alterazioni a livello di strutture degli occhi quali il cristallino e la retina , prevenendo problematiche importanti come la cataratta e la degenerazione maculare legata all’età.

congiutnivite attinica

cheratocongiuntive attinica

Tra i danni più comuni vi è la cheratocongiuntive attinica che è l’infiammazione combinata della congiuntiva e della cornea, dopo esposizione “non protetta” ai raggi UV . Tale patologia provoca arrossamento, lacrimazione, bruciore e sensazione di corpo estraneo (percezione di sabbia nell’occhio), gonfiore alle paqlpebre, vista annebbiata o ridotta. In questo caso è bene farsi vedere subito da un oculista per valutare la terapia più appropriata.

Pterigio

L’esposizione ai raggi ultravioletti può causare lesioni tumorali alla pelle, compresa quella delicata delle palpebre e della zona intorno agli occhi. Inoltre può determinare la formazione di escrescenze sulla superficie dell’occhio chiamate “pinguecola” o “pterigio”.

Quando è meglio che vengano indossati gli occhiali da sole?

La risposta è semplice: SEMPRE, ogni qualvolta il bambino/a è all’aperto soprattutto in presenza di superfici altamente riflettenti , come la neve e la sabbia. Le ore di maggior rischio sono dalle 10 alle 14, quando l’intensità dei raggi UV è al suo massimo.

Altri fattori da considerare sono la posizione geografica e l’altitudine: i livelli di UV sono maggiori nelle aree tropicali vicino all’equatore terrestre ed al altitudini più elevate, aumentando del 4% ogni 300 m).

Sorprendentemente , oltre il 90% dei raggi UV attraversa le nuvole e quindi il rischio di esposizione ai raggi UV può essere molto elevato anche nelle giornate nebbiose o nuvolose.

In ultimo alcuni farmaci (tetracicline, sulfamidici , …) possono aumentare la sensibilità del vostro corpo ai raggi UV .

Ma come devono essere gli occhiali da sole di un bambino?

CEBisogna ricordare che gli occhiali da sole dei bambini NON SONO GIOCATTOLI e quindi devono essere di ottima qualità: Il migliore occhiale da sole per i bambini è quello che blocca il 100% dei raggi UVA e UVB. Acquistate quindi solo occhiali con il marchio CE che indica il rispetto degli standard europei per una sufficiente protezione dai raggi ultravioletti (UVA e UVB).

Grazie alle nuove montature in commercio in plastica flessibile, i bambini possono indossare l’occhiale da sole a partire da un anno di età senza rischi e fastidi.

Ricordatevi di affidarvi ad un bravo ottico/optometrista che saprà indicarvi l’occhiale da sole più adatto in relazione all’età del bambino, alla conformazione del suo viso e all’uso che se ne deve fare.

La montatura deve essere robusta, leggera, morbida e comoda permettendo un ottimo appoggio sul naso e sulle orecchie. Il materiale deve essere atossico e anallergico.

Le lenti devono essere: infrangibili, resistenti ai graffi e grandi per assicurare un campo visivo ampio e regolare.

Personalmente consiglio occhiali con lenti polarizzate in policarbonato perché filtrano anche la luce riflessa che aumenta i rischi per la vista. Sconsiglio invece le lenti fotocromatiche che variano da sé il potere filtrante in funzione della quantità di UV presenti.

Inoltre Ricordo di indossare l’occhiale da sole anche con indosso le lenti a contatto con filtro UV, in quanto queste ultime non garantiscono una copertura totale dell’occhio.

Insomma, godetevi l’estate e le meritate vacanze, le giornate trascorse in spiaggia, in piscina, le passeggiate ad alta quota ma non dimenticate di scegliere un buon occhiale da sole. In caso il bimbo/a sia molto piccolo/a o proprio non vuole indossare gli occhiali, fategli mettere un cappello con visiera che può ridurre la quantità di esposizione di U.V. anche del 50%.

Infine, non dimenticare di contattare il vostro oculista di fiducia per un esame completo degli occhi. È un buon modo per monitorare la salute degli occhi e mantenere una buona visione.

 

Pubblicato a Giugno 2015 sul sito www.familydays.it.

Colliri…Come metterli

lacrime artificialiQuando andiamo a fare una visita dall’oculista e usciamo con una ricetta… Sono gocce!!!!

Il collirio oculare è un unguento che viene prescritto dall’oculista in seguito a un’operazione (cataratta, iniezione intravitreale, chirurgia refrattiva,…), per curare un’infezione, in caso di occhio secco o in alcune patologie croniche come il glaucoma. Il collirio viene utilizzato anche per dilatare la pupilla durante la visita oculistica.

È anzitutto importante richiedere sempre il parere del medico oculista prima di instillare qualsiasi tipo di collirio nell’occhio per evitare spiacevoli effetti collaterali.  Anche se scontato, è doveroso ribadire l’importanza di attenersi scrupolosamente alla somministrazione raccomandata dal medico oculista. Quando si modifica la posologia senza prima aver consultato un esperto si rischia di prolungare la malattia.
Ma come si mettono i colliri? E’ possibile farlo da soli? Mi devo fare aiutare?  
Ecco il modo corretto per applicare un collirio (da soli o da parte di qualcuno):
  • Lavarsi le mani
  • Agitare il collirio, in modo che i componenti si mischino bene
  • Aprire il flacone e rimuovere l’anello che serviva per sigillare (può cadere nell’occhio durante
  • l’applicazione)
  • Prendere il collirio e con il dito indice della mano libera tirare la palpebra inferiore verso il basso.
  • Se c’è una persona che mette le gocce, fare allo stesso modo, solo con un dito e sulla palpebra inferiore.
  • Collocare il flacone sull’occhio, a una distanza sufficiente da non toccarlo, e fare pressione sul flacone fino a che non sarà caduta una goccia
  • Una volta istillato il collirio, chiudere delicatamente gli occhi e fare una leggera pressione sul condotto lacrimale per alcuni secondi in modo da dare il tempo alla medicina di essere assorbita
  • Nel caso in cui si debba mettere più di un collirio, attendere almeno due minuti tra uno e l’altro, ripetendo la stessa sequenza
  • Nel caso in cui si debba applicare anche una pomata bisognerà metterla per ultima, dopo i colliri.
  • Una volta aperto il prodotto, è buona regola controllare la data di scadenza

 

COLLIRI e LENTI A CONTATTO (LAC)

In linea di principio, i colliri non vanno utilizzati in presenza di lenti a contatto (dato che le lenti possono assorbire il collirio e portare a un accumulo concentrato della sostanza) o comunque vanno instillati nell’occhio solo dopo averle rimosse.

A seguito dell’applicazione del collirio, le lenti a contatto possono essere riapplicate dopo almeno 15 minuti.

Esistono specifici lubrificanti per uso interno all’occhio, che molte aziende farmaceutiche producono e commercializzano per l’utilizzo in presenza di lenti a contatto. Qualsiasi dubbio riguardante il collirio prescelto va valutato con il proprio oculista.

Giornata della visione confotrevole

All’interno del mio studio di Milano, in collaborazione con il Dott. Paolo Revolfato (optometrista specializzato in contattologia medica), abbiamo organizzato una giornata dedicata ai portatori di lenti a contatto o a chi vuole iniziare a farlo in modo corretto.

La visita è gratuita.

L’OBIETTIVO dell’evento è sensibilizzare all’uso corretto delle lenti a contatto, presidi medici “invasivi” il cui cui uso scorretto e improprio può determinare complicanze anche molto gravi.

 

invito Ferrari_catena di montaggio

 

Chirurga refrattiva

La chirurgia refrattiva comprende tutte le procedure chirurgiche utilizzate per correggere i problemi di vista quali miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.

Questo avviene principalmente mediante l’utilizzo di un laser che determina una modificazione della superficie corneale in modo da realizzare una sorta di lente biologica che corregge il difetto refrattivo del paziente. In casi selezionati si possono prendere in considerazione altri approcci terapeutici diversi come la sostituzione del cristallino.

Scarica il Consenso Informato 2015 (SOI – Società Oftalmologica Italiana)

INDICAZIONI

  • Clinici: tra le motivazioni cliniche vi è sicuramente l’anisometropia, una situazione, non necessariamente patologica, nella quale la funzione visiva dei due occhi presenta una marcata differenza di acuità visiva che non può essere corretta adeguatamente con gli occhiali.
  • NON clinici: i motivi che possono indurre il paziente con difetti refrattivi a richiedere la correzione chirurgica del difetto sono molteplici, psicologici, personali e lavorativi.

Primo fra tutti l’indipendenza dall’ausilio ottico in uso (occhiale o lenti a contatto)

Condizioni per l’erogazione della chirurgica refrattiva in REGIME SSN

VISITA DI IDONEITA’

Non tutti i soggetti e non tutti gli occhi sono adatti alla chirurgia rifrattiva corneale.

Un’attenta anamnesi per valutare aspetti psicologici, sistemici e oculari è indispensabile per stabilire l’idoneità all’intervento.

Gli esami oculari che vengono effettuati durante la visita di idoneità sono:

  1. refrazione e acuità visiva in ciclopegia
  2. topografia corneale
  3. tomografia corneale
  4. aberrometria
  5. pupillometria
  6. valutazione della lacrimazione: test di Shirmer e BUT
  7. conta endoteliale
  8. pachimetria

È importante che la funzione visiva sia stabile da almeno un anno.

È FONDAMENTALE SOSPENDERE l’utilizzo delle lenti a contatto almeno 15-20 giorni prima della visita in modo da permettere una misurazione precisa della refrazione e di avere un quadro anatomico adeguato e inalterato.

OBIETTIVO

Scopo del trattamento è di eliminare o ridurre sensibilmente il difetto refrattivo oculare in modo di far si che il paziente possa avere una visione senza l’ausilio di protesi ottiche. L’intervento non può garantire di ottenere la visione massima senza occhiali e non ha lo scopo di determinare un aumento della vista rispetto a quella ottenibile con gli occhiali o con le lenti a contatto.

È IMPORTANTE sottolineare che l’intervento non interviene sulla storia naturale della concomitanti condizioni patologiche preesistenti che potranno evolvere indipendentemente dal laser effettuato; elimina le complicanze che tendono ad associarsi alle ametropie.

L’intervento non previene il sopraggiungere della presbiopia (difficoltà nella visione intermedia e per vicino) che è un evento fisiologico che sopraggiunge dopo i 40-45 anni.

COMPLICANZE

Qualsiasi procedura chirurgica prevede la possibilità di complicanze. Le principali sono:

  1. occhio secco
  2. fotofobia
  3. lieve riduzione del senso cromatico
  4. abbagliamento
  5. visione di aloni intorno alle luci in condizioni di scarsa illuminazione
  6. fluttuazione della visione durante il primo mese dopo l’intervento.
  7. infezioni

Il recupero visivo è sempre graduale per cui nei primi giorni egli non potrà godere a pieno dell’effettivo risultato del trattamento laser-refrattivo. L’intervento è generalmente definitivo, ma richiede un periodo di assestamento di qualche mese. In alcuni casi, potrà essere necessario un piccolo “ritocco” per ottimizzare il risultato.

PREACUZIONI PRIMA E DOPO L’INTERVENTO

  1. I pazienti possono mangiare e bere normalmente prima del trattamento
  2. E’ importante essere ben struccate
  3. Evitare i profumi e dopobarba alcolici
  4. Meglio essere accompagnati visto che è sconsigliabile guidare

Tutte le tecniche vengono abitualmente eseguite in anestesia topica (gocce).

Normalmente l’intervento viene eseguito per entrambi gli occhi nella stessa seduta operatoria. In casi particolari il chirurgo può decidere di eseguire gli interventi separatamente in due sedute diverse.

Importante è anche ricordare che la mancata osservazione ai controlli e alle terapie suggerite può compromettere il risultato dell’intervento.

Prima dell’intervento è preferibile sospendere le lenti a contatto per almeno 3-4 giorni.

TECNICHE IN USO PIU’ COMUNI

PRK (PhotoRefractive Keratectomy)

La tecnica PRK è efficace su ipermetropia, miopia e/o astigmatismo non troppo elevati. Si utilizza il laser a eccimeri, che asporta lo stroma anteriore della cornea per evaporazione con la precisione del millesimo di millimetro (micron). Il medico asporta prima manualmente la parte superficiale della cornea, detta epitelio, poi esegue il laser. Una volta finito applica una lente a contatto protettiva con il duplice scopo di favorire la rigenerazione epiteliale e ridurre la sintomatologia dolorosa dei primi giorni. La lente verrà rimossa dopo tre-cinque giorni quando l’epitelio si sarà riformato o quando il medico lo riterrà opportuno. Effetti collaterali nei primi giorni possono essere: dolore, lacrimazione, senso di corpo estraneo e fotofobia. Altri effetti temporanei, ma più lenti a scomparire, possono essere: ipermetropia dovuta all’eccessiva correzione, e opacizzazione dovuta alla cicatrizzazione. Solo in rari casi la cicatrizzazione può lasciare tracce permanenti che riducono la qualità della vista. Il risultato effettivo inizia a comparire dal mese successivo, mentre per arrivare al completamento refrattivo possono passare dai 2 ai 6 mesi.

LASIK (LASer In situ Keratomileusis)

La LASIK è un trattamento misto abbinato al laser ad eccimeri. Prima di applicare il laser, il chirurgo rimuove un sottile strato di cornea usando un microcheratomo o micropialla (laser o meccanico). Questa fetta di tessuto non viene eliminata ma ribaltata di lato per creare un “flap” corneale, una specie di sportello sotto il quale viene effettuato il laser. La modellazione avviene quindi all’interno della cornea, e promette risultati migliori per miopie elevate. Al termine, lo strato di cornea viene riposizionato e si risalda da solo (senza punti di sutura). È molto importante non urtare o strofinare l’occhio per qualche giorno.

IntraLASIK (iLASIK o FEMTO-LASIK)

IntraLASIK è una variante della tecnica LASIK che prende il nome dall’azienda statunitense IntraLase. Consiste nell’uso di un laser a femtosecondi per la creazione del flap corneale, al posto della lama chirurgica (microcheratomo) utilizzato nella LASIK tradizionale. In questo modo si ottiene un flap più sottile, che in generale offre maggiore sicurezza e soddisfazione del paziente. È la metodica scelta dalla NASA e dai corpi militari US per la sicurezza ed i risultati che garantisce.

LASEK (LASer Epithelial Keratomileusis)

La LASEK è un trattamento simile al PRK, che però prevede la conservazione dell’epitelio originale anziché la sua rimozione. L’epitelio viene preservato con una soluzione alcolica, sollevato ma non completamente asportato, e ribaltato di lato. Quindi si applica il laser ad eccimeri come nel PRK, e infine si riporta l’epitelio nella sua posizione originale, dove si risalda da solo (senza punti di sutura). La lente a contatto protettiva si applica sopra l’epitelio rimasto in buona parte intatto; non occorre quindi attendere che si riformi da zero. È molto importante non urtare o strofinare l’occhio per qualche giorno.

EPI-LASIK

Variante della Lasek. L’epitelio non viene scollato dallo stroma sottostante con una soluzione alcolica, ma meccanicamente con un strumento separatore chiamato epicheratomo. In questo modo l’epitelio conserva in parte la sua vitalità. Il recupero visivo e il dolore sono minori rispetto alla PRK.

WG-PRK e WG-LASIK (Wavefront Guided PhotoRefractive Keratectomy)

La fotocheratotomia refrattiva guidata da fronte d’onda è un termine molto recente che indica il trattamento PRK guidato da una mappa aberrometrica dell’occhio del paziente. Discorso analogo per il WG-LASIK. Sono anche detti laser di quarta generazione, in cui non si tiene solo conto della refrazione oculare ma più precisamente della mappa aberrometrica.

TERMOCHERATOPLASTICA

Di recente introduzione, è utilizzata solo nei casi di ipermetropia e astigmatismo, si serve di laser a olmio che sfrutta l’effetto di contrazione termica. Analoga alla PRK, ma è possibile una diminuzione della correzione ottenuta col passare del tempo.

ANELLI INTRASTROMALI

Sono segmenti semicircolari di materiale plastico inseriti nello spessore della cornea (stroma), al fine di modificarne la curvatura centrale. La particolarità di questo intervento corneale è la reversibilità.

CHIRURGIA REFRATTIVA INTRAOCULARE

Comprende tecniche che prevedono l’impianto di lenti correttive artificiali all’interno dell’occhio, dietro o davanti all’iride, o addirittura la sostituzione del cristallino naturale con uno artificiale (Lensectomia refrattiva). Sono tecniche riservate a casi molto particolari e vanno selezionati molto attentamente. Non sono poco invasive come le tecniche corneali; espongono a tutte le complicanze legate agli interventi che prevedono l’apertura del bulbo.

Lenti a contatto

Le lenti a contatto sono presidi medici “invasivi” per la correzione dei disturbi refrattivi quali, miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.

Utilizzare lenti a contatto è un atto di estrema responsabilità il cui uso scorretto e improprio può determinare complicanze che possono, nei casi più gravi, compromettere in modo irreparabile la funzione visiva richiedendo come unica soluzione il trapianto di cornea.

 

Leggi il resto dell’articolo…