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Perchè la valutazione ortottica nei bambini

Nei miei studi di MILANO e CERNUSCO SUL NAVIGLIO le visite ai piccoli pazienti le svolgo sempre in sinergia con l’ortottista.

Vi spiego perché:

Bisogna sapere che alla nascita il processo della visione è ancora in fase evolutiva: non sappiamo parlare, non sappiamo camminare e stiamo imparando a vedere. Questo periodo di “apprendimento” si chiama periodo plastico e ha il completamento intorno ai 7-8 anni di età.

Se, nel periodo plastico qualche problema ostacola la funzione della visione, la sua maturazione si interrompe o procede in maniera meno spedita e valida.

 

 

L’Ortottica è una branca dell’Oculistica che si occupa di strabismo e di tutte le alterazioni dei movimenti oculari, nel bambino e nell’adulto.

La visita ortottica è quindi molto importante, in particolar modo nel bambino, in quanto mira a diagnosticare o escludere la presenza di anomalie a carico dell’apparato neuromuscolare dell’occhio e le alterazioni che da questi derivano.

Patch nella terapia occlusiva

In particolare gli esami ortottici sono volti all’identificazione dei disturbi della motilità oculare, disallineamenti oculari (starbismo o visione doppia) e l’ambliopia (occhio pigro).

 

 

 

 

 

Strabismo

Strabismo

Queste anomalie della visione sono delle condizioni cliniche che spesso passano inosservate, specie se di lieve entità, ma che possono essere risolte agevolmente solo se diagnosticate e trattate in tempo.

 

La loro mancata individuazione può causare nel bambino deficit visivo permanente con conseguente deficit nell’apprendimento, scarsa fiducia in se stessi e distorsione nella percezione del mondo esterno.

L’ortottista è pertanto specializzato nella diagnosi e nel monitoraggio delle situazioni descritte e lavora in team con il medico oculista per garantire una visita completa e una diagnosi accurata.

Per questo verificate sempre che la visita oculistica a cui state sottoponendo vostro figlio sia completa anche di visita ortottica.

Ricordate mamme: TUTTI I BAMBINI devono essere sottoposti ad una prima valutazione sia oculistica che ortottica all’età di 3-4 ANNI!

 

Per maggiori informazioni leggi pure:

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IMPORTANZA DELLA VISITA OCULISTICA PEDIATRICA

“Se un bambino non vede bene NON IMPARA, ha maggiori PROBLEMI SCOLASTICI e un minor RENDIMENTO SPORTIVO”.

Sono questi i dati emersi da una recente ricerca promossa dalla commissione difesa vista: sebbene circa un terzo dei bambini di età compresa tra 3 e 13 anni abbia dei problemi di vista come miopia, astigmatismo e ipermetropia, ben il 20% NON è corretto adeguatamente, cioè non indossa gli occhiali.

Un dato ancora più sconcertante è che circa la metà dei genitori italiani (in alcune ricerche anche oltre) NON ritiene il controllo oculistico necessario e non sottopone il proprio bambino a questo momento essenziale di prevenzione.

Infatti se da un lato non correggere un problema visivo esistente può determinare un minor apprendimento scolastico, dall’altro può generare ansia, stress o problemi posturali che la scuola può solo accentuare.

Inoltre è spesso DIFFICILE ACCORGERSI SE IL PROPRIO BAMBINO PRESENTA PROBLEMI VISIVI anche perché i bambini spesso non sono in grado di palesare il proprio disagio.

Ecco perché, anche in assenza di sintomi e/o patologie oculari, la VISITA OCULISTICA del bambino è un momento IMPORTANTE e INDISPENSABILE, da eseguire all’età di 3 anni, prima di iniziare la scuola e verso gli 8-9 anni, periodo in cui si presenta la cosiddetta miopia “scolare”, per la quale si prescrive la totale correzione del difetto.

QUANDO FARE I CONTROLLI OCULISTICI

È fondamentale che alcuni problemi oculari, come occhio pigro e strabismo, vengano scoperti il più presto possibile (ed entro i 7-8 anni di età, periodo plastico: quando il cervello impara a vedere), in modo che possano essere trattati prima che il danno per la visione del bambino sia permanente. Infatti i danni a carico dell’apparato visivo che si verificano in età pediatrica sono spesso totalmente o parzialmente recuperabili soltanto grazie ad un tempestivo e mirato CONTROLLO OCULISTICO E ORTOTTICO e ad un appropriato trattamento riabilitativo.

Per riassumere, un bambino che non presenta/palesa sintomi o problemi visivi deve sottoporsi ai seguenti controlli oculistici:

  • A 1 anno: soprattutto per quei bambini che hanno familiarità per patologie oculari importanti: strabismo, glaucoma infantile, miopia elevata, cataratta giovanile, malattie metaboliche ereditarie, patologie del nervo ottico o retiniche ereditarie,…
  • A 3-4 anni: per valutare il corretto sviluppo morfologico e funzionale dell’apparato visivo
  • Intorno ai 6 anni: quando si comincia la scuola
  • Verso i 8-9: quando iniziano a manifestarsi la maggior parte delle miopie lievi o moderate

SEGNI E SINTOMI che devono fare sospettare un problema visivo sono:

  • Difficoltà nella lettura
  • Difficoltà nel memorizzare
  • Calo di attenzione e riduzione del tempo dedicato alla lettura e allo studio
  • Intenso Bruciore e lacrimazione soprattutto durante la lettura
  • Cefalea dopo la scuola o dopo aver studiato
  • Annebbiamenti visivi durante la visione soprattutto se dopo la lettura
  • Se avvicina molto gli oggetti
  • Occhio rosso
  • Se si stropiccia spesso gli occhi

Il CONTROLLO deve essere IMMEDIATO e TEMPESTIVO a prescindere dall’età, in caso di:

  • Posizione anomala degli occhi (strabismo) dopo i 6 mesi di età
  • Riflesso strano dell’occhio (pupilla bianca, anomalo riflesso rosso in fotografia)
  • Capo inclinato da una parte
  • Se ha un movimento involontario oscillatorio degli occhi
  • Quando si vedono lampi
  • Moschine volanti
  • Quando vi è un calo improvviso della vista con o senza dolore
  • Se vede le righe storte o sdoppiate
  • Se chiude male le palpebre
  • Sempre in causa di trauma cranico e facciale

COME VENIRE PREPARATI ALLA VISITA OCULISTICA

Presso lo studio del DOTT. SCOTTI FABRIZIO la visita oculistica pediatrica INTEGRA SEMPRE LE COMPETENZE DEL MEDICO OCULISTICO CON QUELLE DELL’ORTOTTISTA per offrire al piccolo paziente una valutazione completa dell’aspetto visivo.

E’ importante presentarsi preparati alla visita oculistica portando tutta la DOCUMENTAZIONE clinica precedente, l’elenco degli eventuali FARMACI che si stanno assumendo o che si sono assunti in passato, elenco delle patologie presenti in famiglia.

Se da un lato la collaborazione del bambino è auspicabile ma non necessaria per la buona riuscita di una visita, l’aiuto da parte del genitore è fondamentale per tranquillizzare il bambino e farlo sentire a proprio agio.

L’esame oculistico dei bambini non è mai un evento traumatico o doloroso. L’unica manovra effettuata durante la visita che può risultare seccante è legata all’instillazione di gocce per la dilatazione della pupilla; questo passaggio è però necessario perché permette la valutazione dei difetti visivi nascosti e della retina. Dopo l’instillazione il bambino non riuscirà a mettere a fuoco bene, soprattutto da vicino.

Per misurare l’acuità visiva (QUANTO VEDE UN MABINO), si proiettano su uno schermo delle “E” di diversa grandezza e il bambino dovrà dire da che parte vanno le punte delle “E”.  Sarebbe utile che prima della visita oculistica il genitore, insegnasse al bambino a descrivere l’orientamento delle punte della “E”, con la mano o con una E di cartone che il bambino può disegnare e colorare a casa e portare il giorno della visita.

 

E di Albini

Videogame per l’ambliopia

ubisoft-dig-rush

Dig Rush (Ubisof & Amblyotech) è il primo videogioco appositamente progettato come ausilio per la cura dell’ambliopia: fa lavorare entrambi gli occhi per aumentare l’acutezza visiva. Il software sviluppato per Dig Rush si basa su un metodo brevettato alla McGill University e successivamente concesso in licenza alla Amblyotech.

il suo funzionamento si basa sulla capacità delle immagini presenti sullo schermo di sfruttare le abilità visive del paziente mediante un’impostazione binoculare in grado di correggere le diseguaglianze tra i due occhi senza il ricorso alla chiusura forzata di uno dei due. In sostanza, mentre l’impiego di bende e occhiali prevede il riposo assoluto per il bulbo oculare considerato “normale” e il corrispondente sforzo da parte dell’occhio pigro, questo gioco fa lavorare entrambi gli occhi del videogiocatore per addestrare il cervello a incrementare l’acutezza visiva.

Questa a terapia sta aspettando l’autorizzazione da parte del FDA per la sua commercializzazione.

La possibilità di abbandonare i tradizionali sistemi correttivi dedicati all’ambliopia potrebbe così produrre un notevole miglioramento nella dimensione sociale e affettiva dei più piccoli, spesso emarginati in base a particolari imperfezioni fisiche.

Cos’è l’ambliopia?

RETINITE PIGMENTOSA

La Retinite pigmentosa (RP) è una distrofia retinica ereditaria, causata dalla perdita dei fotorecettori e caratterizzata da depositi retinici di pigmento visibili all’esame del fondo dell’occhio.

Si stima che 1,39 milioni di individui nel mondo ne siano affetti. La malattia è ereditaria e il suo decorso naturale porta alla progressiva perdita della vista. E’ classificata tra le malattie non curabili ed è la terza causa di handicap visivo, la prima in pazienti al di sotto dei 60 anni di età.

periferiaLa forma più comune è la distrofia tipo bastoncelli-coni, che insorge con cecità notturna, seguita dalla perdita progressiva della vista diurna, del campo visivo periferico, che può portare a cecità dopo diverse decadi.

Generalmente, la RP non è sindromica anche se sono note diverse forme associate a sindromi, la più frequente delle quali è la sindrome di Usher (associata a sordità congenita profonda). Sono stati identificati circa 50 geni/loci responsabili della RP non sindromica (forme autosomiche dominanti, autosomiche recessive, legate all’X e digeniche).

DIAGNOSI

  1. presenza di cecità notturna
  2. fotofobia e abbagliamento eccessivo
  3. limitazioni del campo visivo
  4. lesioni tipiche nel fondo dell’occhio
  5. ERG ipovoltato

La diagnosi molecolare è possibile per alcuni geni, ma, di regola, non viene eseguita a causa dell’estrema eterogeneità genetica della malattia. La consulenza genetica è sempre indicata.

TERAPIA

Al momento, non è disponibile una terapia in grado di arrestare la progressione della malattia o di restituire la vista; pertanto, la prognosi è infausta. L’approccio terapeutico permette di rallentare il processo degenerativo e consiste nella protezione dalla luce solare e nella terapia vitaminica, nel trattamento delle complicanze (cataratta e edema maculare) e nell’aiutare i pazienti a fare fronte ai problemi sociali e psicologici correlati alla cecità.

RICERCA

La ricerca scientifica è molto attiva e stanno emergendo nuove strategie terapeutiche stanno emergendo nuove strategie terapeutiche che spaziano dalla terapia genica alla neuroprotezione alle protesi retiniche. In questo constesto si è appena conclusa in Giappone la fase 3 dello studio clinico sull’efficacia e la sicurezza dell’Unoprostone (UF-021) in soluzione oftalmica per il trattamento della retinite pigmentosa. Lo studio si è svolto nell’arco di due anni consecutivi su 180 pazienti trattati in 38 centri in Giappone. L’endpoint principale dello studio era la modificazione dei valori di sensibilità retinica media su quattro punti centrali , rilevata attraverso Humphrey Field Analyzer (HFA). Rispetto al gruppo trattato con placebo, la differenza non è risultata statisticamente significativa. E’ stato tuttavia rilevato un miglioramento statisticamente significativo della sensibilità retinica e dell’acuità visiva rispetto al giorno 0 dello studio nel gruppo trattato con UF-021, a fronte di una progressiva riduzione del campo visivo (Goldmann) nel gruppo di controllo. Si è registrato inoltre un incremento statisticamente significativo del punteggio totale del VFQ-25 nel gruppo UF-021. I prostoni sono una classe di acidi grassi con effetto simile a quello delle prostaglandine, ma privi degli effetti collaterali delle stesse. Usati come farmaci antiglaucomatosi per le loro proprietà ipotensive, si sono dimostrati in grado di esplicare un’azione protettiva sui nervi ottici in vitro e di migliorare la microcircolazione oculare nel glaucoma a pressione normale.

SCREENING VISIVO a Cernusco Sul Naviglio

SABATO 24 gennaio SCREENING VISIVO GRATUITO a Cernusco Sul Naviglio: L’Optometrista Dott. Martinelli e l’oculista Dott. Scotti insieme per Insegnare l’importanza della prevenzione oculare.

24 gennaio

OTTOBRE, MESE DELLA VISTA: Il tuo bambino vede bene?

il tuo bimbo vede bene ottobre 2014-page-001

 

Screening visivo nei BAMBINI

Nel mio studio di Cernusco Sul Naviglio particolare attenzione alla prevenzione nei bambini.

CSN screening visivo

 

PER SAPERNE DI PIU’:

in cosa consiste la visita oculistica

quando fare le visite oculistiche